Le migliori poesie inserite da Barbara Brussa

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Scritta da: Barbara Brussa

Spirito libero

Sono nata libera,
e anche fra le lacrime sorrido.
Anche con le ali brutalmente strappate
e la carne annichilita,
segregata in una gabbia,
sorriderò sempre alla stupidità
di chi non sa che gli spiriti liberi
volano comunque in altre dimensioni,
irraggiungibili e inviolabili.

Se mai il destino avverso
dovesse trovarmi
in ginocchio sul pavimento,
sappia fin d'ora che l'anima mia
mai striscerà sul fango della vita,
giacché essa si muove vaporosa
in un altrove di cristallo.
Libera di volare nell'immenso.

Felicemente ancorata
a quel mio mondo interiore,
che risulta invisibile ad occhi che,
pur potendo vedere,
restano intrappolati
nella dannazione della cecità.

Uno spirito libero
che non si fa toccare da mani rozze.
Vivo in un mondo invisibile,
ma più reale e vero che mai.
Composta lunedì 31 marzo 2014
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    Scritta da: Barbara Brussa

    La mia Libertà

    Abortire il pensiero di te: questo volevo.
    Sentirmi libera da questa ossessione
    perché non sapevo dove mi avrebbe portata.
    Fuggire dalla mia anima, per non farmi più toccare.

    Ma è proprio lì dentro che ho trovato la mia libertà:
    Libera di amarti.
    Libera di scegliere.
    Libera di restare.
    Ma anche di andare,
    senza per forza dovermi amputare il cuore.
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      Scritta da: Barbara Brussa

      Pensieri Fumosi

      Spirali di fumo
      si arrotolano sui fili invisibili della notte

      Io, sospesa nei miei pensieri fumosi
      attendo l'evaporare del superfluo
      per osservare, e soppesare, ciò che resta

      Nel silenzio dei pensieri fumosi
      soffierò via, come cenere al vento,
      quella vernice scrostata
      che ricopre la tua anima:
      la renderò nuda.

      Ho bisogno di silenzio
      per sentire quella flebile voce
      che rischia di soffocare
      tra chilometri di parole assolutamente inutili

      La flebile voce del tuo cuore
      che non vuole o non riesce a parlare.
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        Scritta da: Barbara Brussa

        Non è...

        Non è il Principe Azzurro
        colui che t'inganna;
        Non è il Principe Azzurro
        colui che l'anima ti sbrana...

        Principessa dormiente
        nel regno della fantasia
        ti sveglierai alla luce dell'ultimo abbaglio;
        il cuore sminuzzato dagli aguzzi frammenti
        d'un ambiguo amore
        consumato in mille massacri
        nella Terra del Cuore...

        Ma ora sei sveglia
        e il tuo occhio Vede:
        con passi leggeri
        impararei a danzare
        l'appassionato tango
        della Vita tua.
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          Scritta da: Barbara Brussa

          Guardando la bimba che dorme nella culla

          In questa notte fredda
          di gennaio, quando il gelo
          arreca danni e vento
          e uragano sradicano
          i tetti delle case
          quando tutti sono immersi
          nel riposo, io veglio
          e pensieri vaghi s'intersecano
          nella mente, guardando la bimba
          che dorme nella culla.

          Com'è quieto il suo sembiante
          poiché vedo me piccina
          accanto alla Chiesa e al Campanile
          che rintoccava gioioso
          nel dì di festa,
          così mesto per il funerale...
          ed io ignara giocavo sul sagrato
          guardo te che dormi quieta nella culla
          e penso alla quiete del mio piccolo paese
          spezzata dal canto dell'usignolo
          che veniva lo spirito a rallegrar
          o della civetta che fermava l'occhio
          sull'ombra fuggevole dell'evento infausto.

          E soave giungeva la primavera e la terra
          si copriva di verde, di rosa e di azzurro
          dei ruscelli che tagliavano la campagna.
          e seguiva l'estate e io a gambe nude
          tra le spighe gonfie di pane, andavo.
          abbronzandomi e cantavo a squarciagola
          o quando intirizzita per il gelo
          udivo il pettirosso cantare sul biancospino,
          e con le mani prendevo il muschio
          sulla crosta del pruno e vedevo correre
          e fluttuare la driade danzante
          o rotolarmi nella neve e veder le gronde
          agghindarsi con le stalattiti.

          Tu che dormi quieta nella culla
          ignori la pena, che mi da il pensiero
          che sarai grande fra le alte case
          vedrai il cielo tra le antenne
          e comprerai il muschio al supermercato,
          vedrai fiumi isteriliti
          che mandano Intorno Il lezzo di liquame.

          Certo saprai suonare Il plano
          ti muoverai con grazia al suono cadenzato
          dell'aerobica, e sarai rossa per la tintarella
          mia piccola che dormi Ignara nella culla
          tu mai morderai una mela lustra
          spiccata dal greve ramo.

          È freddo Il radiatore
          come Il mio stanco cuore
          e lo spirito non muta le forme
          In piacevoli essenze,
          l'unico calore mi vien dal tuo resptro
          mia piccola nipote
          che dormi nella culla.
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            Scritta da: Barbara Brussa

            Tramonta la luna

            Tramonta la luna
            su di noi
            Le stelle si sfaldano
            sulla ripa del cielo

            Scivola via polvere d'oro
            dalle mani
            della notte stravolta

            Un soffio di vento
            e non rimane null'altro
            che un lontano ricordo

            Resto da sola a suonare
            una melodia inventata
            in un istante di follia

            Una lacrima solitaria
            senza fretta s'allunga
            su un letto di labbra

            andando a morire
            su un sorriso a metà
            che ostinato ancora sussurra
            Amore mio ti amo.
            Composta lunedì 9 settembre 2013
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              Scritta da: Barbara Brussa

              Nulla possiedo

              Nulla possiedo,
              se non manciate di stelle
              da seminare sui sogni.

              La mano calma di chi ama
              e la furia selvaggia
              di chi inganno non tollera.

              E sconfinati, acuti silenzi
              a ferire il passo incosciente,
              che senza rispetto calpesta
              il suolo sacro di un'anima.

              Nulla possiedo, se non me stessa.
              Il mio essere così amabile...
              e così terribile.
              Composta lunedì 13 maggio 2013
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