Poesie inserite da Antonietta

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Scritta da: Antonietta

Al Parroco di Bernalda don Mimì d Elia

Oggi è il momento del riposo,
dopo tante opere buone:
ma albe lontane torneranno in loco.
Dal mare del silenzio
giungerà la Tua voce
e nel cuore, dal pulpito
scenderà la Tua parola:
chi in Te ha creduto,
nel Tuo buon cuore
non sarà mai solo
e ancora sentirà il Tuo calore!
Un grande esempio di Fede
hai dato alla tua gente e ancora
dall'eterno stenderai la Tua luce
sull'inerme affezionato gregge.
Dal trono dell'altissimo
elargirai come prima l'aiuto
alle tue pecorelle smarrite
e il tuo luminoso, carismatico sorriso
si vestirà d'eterna gloria
sicuro di aver fatto tutto il dovuto
a chi con anima buona
avrà accettato il Tuo canto.
Vai nelle spire della luce che ti attira;
vai dove l'anima ti conduce:
con te sarà l'Alfa e l'Omega
e tutti i giorni del mondo
non avranno più mire.
Tu, nelle braccia del Signore
Ti nutrirai d'Amore senza fine!
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    Scritta da: Antonietta
    La routine del mare
    a riva
    rinnova
    il colore bagnato
    riflette
    l'iride caldo
    solare.

    Il gabbiano
    maestro di volo
    assume indifferenza
    nell'intrigante
    continua esplorazione.
    È la sua picchiata
    avida di vita
    a disincantare
    il deserto
    di carta stagnola.
    Al dono
    viscerale del mare
    si rinsalda il connubio
    ricambiato
    da un coreografico
    e libero
    volo planato.
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      Scritta da: Antonietta
      Le ali mozzate
      dall'ascia affilata
      con pazienza dalla mola del tempo
      impediscono
      all'aquila in te
      di volare.

      Penosi tentativi
      fanno boccheggiare
      il rapace
      che ricomposto
      atteggia
      l'ancestrale
      posa austera.

      È convinto
      fermamente
      che volare
      rimane
      la sua aspirazione
      attuabile
      se lo volesse.

      Intanto muore.
      il giorno
      la notte
      il volo
      l'ideale.
      Depenna il corpo
      nell'apatia dell'esistere.
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        Scritta da: Antonietta
        La costa stanca
        del vociare estivo
        abbandona la luce abbagliante
        e veste l'odore nostalgico
        di ocre arancio
        sempre più ocra
        scendendo a sud.

        Sferza il vento
        cielo e terra
        sventando sacche d'acqua
        cariche dell'ozio d'agosto
        per il mare bruno che scava
        con le sue onde alte
        la sera e i siti umani
        s
        estivi
        sbrindellando
        ricordi e anffratti
        annidati numerosi
        nel profilo frastagliato.

        È il settembre jonico
        col suo temperamento
        sanguigno, umorale e breve.

        La furia
        ridonando il litorale
        rientranelle viscere e va placandosi
        correndo gli scollinamenti
        fino all'ultimo sbuffo
        ormai domo
        sull'azzeramento a riva.
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          Scritta da: Antonietta

          La musica

          Sento in me una dolce melodia,
          mi sfugge l'incanto di una nota che vibra nell'aria
          parla di te,
          del passato,
          porta in me luce, speranza, vita.
          La musica è riempire la mia anima di luce,
          dare colore ai miei sogni,
          travolgermi fino ad arrivare all'infinito,
          orizzonti perduti,
          futuro incerto, amori perduti,
          tutto viene fuori da una nota che riempie l'anima di candore e ti fa sognare...
          Composta venerdì 19 febbraio 2010
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            Scritta da: Antonietta

            Una donna, mille pagine

            Quante pagine potrei scrivere:
            non basta una vita per contenere le mie esperienze,
            le mie emozioni, mille volte ci penso ad una vita migliore.
            Vivo nella speranza di vedere l'infinito negli occhi della gente...

            La cattiveria sfumare lentamente per far posto alla gentilezza, all'altruismo che la vita ne è avara.
            La speranza di poter riempire di me ogni pagina
            che descrive i miei attimi più belli, più tristi.
            L'universo è in me o io nell'universo?
            Mi delizia ogni giorno abbellire la mia anima di cortesia e spensieratezza, ogni pagina riveste candore, voglia di vivere.
            Una donna, mille pagine,
            in ogni pagina, mille emozioni.
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              Scritta da: Antonietta

              Che cosa aspettiamo

              Noi non abbiamo bisogno del tuo pianto:
              i nostri occhi ne sono già pieni.
              Non sappiamo che cosa farcene della tua pietà
              ne abbiamo fin troppa.

              Non ci servono nemmeno
              il tuo riso, le tue coperte, il tuo zucchero.
              È di te che abbiamo bisogno,
              delle tue mani che ci stringono,
              dei tuoi piedi che ci vengono incontro,
              della tua gioia che trasformi il nostro dolore.
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