Scritta da: Antonietta
La routine del mare
a riva
rinnova
il colore bagnato
riflette
l'iride caldo
solare.

Il gabbiano
maestro di volo
assume indifferenza
nell'intrigante
continua esplorazione.
È la sua picchiata
avida di vita
a disincantare
il deserto
di carta stagnola.
Al dono
viscerale del mare
si rinsalda il connubio
ricambiato
da un coreografico
e libero
volo planato.
Vincenzo D'Acunzo
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    Scritta da: Antonietta
    Le ali mozzate
    dall'ascia affilata
    con pazienza dalla mola del tempo
    impediscono
    all'aquila in te
    di volare.

    Penosi tentativi
    fanno boccheggiare
    il rapace
    che ricomposto
    atteggia
    l'ancestrale
    posa austera.

    È convinto
    fermamente
    che volare
    rimane
    la sua aspirazione
    attuabile
    se lo volesse.

    Intanto muore.
    il giorno
    la notte
    il volo
    l'ideale.
    Depenna il corpo
    nell'apatia dell'esistere.
    Vincenzo D'Acunzo
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      Scritta da: Antonietta
      Costeggio
      la riva frastagliata
      del mare grigio
      che regala l'inverno
      ed il cielo
      riflesso e riflettente
      l'umore triste dell'aquila
      che non vedo planare.
      gabbiani girovaghi
      impertinenti
      piluccano avanzi
      in pantanelli
      lasciati dai flutti fustiganti
      la rude barriera
      di massi artificiali
      prestatasi
      a raccogliere
      il mio penare.
      Vincenzo D'Acunzo
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        Scritta da: Antonietta
        La costa stanca
        del vociare estivo
        abbandona la luce abbagliante
        e veste l'odore nostalgico
        di ocre arancio
        sempre più ocra
        scendendo a sud.

        Sferza il vento
        cielo e terra
        sventando sacche d'acqua
        cariche dell'ozio d'agosto
        per il mare bruno che scava
        con le sue onde alte
        la sera e i siti umani
        s
        estivi
        sbrindellando
        ricordi e anffratti
        annidati numerosi
        nel profilo frastagliato.

        È il settembre jonico
        col suo temperamento
        sanguigno, umorale e breve.

        La furia
        ridonando il litorale
        rientranelle viscere e va placandosi
        correndo gli scollinamenti
        fino all'ultimo sbuffo
        ormai domo
        sull'azzeramento a riva.
        Vincenzo D'Acunzo
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