Le migliori poesie inserite da Andrea De Candia

Questo utente ha inserito contributi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Andrea De Candia

Movimento

Tu qui piangi, là si balla.
Nella tua lacrima, cioè.
Là si ride, c'è allegria.
Là non sanno alcun perché.
Come un brillio di specchi.
Come guizzi di candele.
Quasi portici e scalini.
Scatto bianco di polsini.
Quei leggeri O e H.
Cloro e sodio, bei soggetti.
E l'azoto damerino
in cortei piroettanti
su e giù sotto la volta.
Tu qui piangi, e ben gli suona.
Eine kleine Nachtmusik.
Chi sei bella mascherina.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Andrea De Candia

    La vergine

    Non avete veduto le farfalle
    con che leggera grazia
    sfiorano le corolle in primavera?
    Con pari leggerezza
    limpido aleggia sulle cose tutte
    lo sguardo della vergine sorella.
    Non avete veduto quand'è notte
    le vergognose stelle
    avanzare la luce e ritirarla?...
    Così, timidamente, la parola
    varca la soglia
    del suo labbro al silenzio costumato.
    Non ha forma la veste ch'essa porta,
    la luce che ne filtra
    ne disperde i contorni. Il suo bel volto
    non si sa ove cominci, il suo sorriso
    ha la potenza di un abbraccio immenso.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Andrea De Candia

      Estasi di S. Luigi Gonzaga

      Coi ginocchi piegati
      sul primo dei tre gradini dell'Altare,
      Dio dell'innocenza
      io Ti chiedo al mio amplesso.
      Non tarderanno a sorprendermi
      braccia d'incensi mistici ondeggianti
      al sommo delle mie chiaroveggenze.
      Né mancheranno i grappoli nevosi
      delle Tue leggiadrissime abbondanze
      al mio secco palato.
      Ti vedo, Estasi ripida dell'oro,
      flusso di gemma alzata all'agonia:
      Il Tuo Unico Senso
      occhieggia misterioso e ineluttabile
      dietro cieca persiana.
      E Ti canto in segreto
      spiccando gigli e spade dalla gola
      ch'esita a rivelarsi
      in tutta la sua ampiezza prodigiosa.
      Ah, Dio dei miei miracoli segreti:
      vengo a nutrire della mia presenza
      il seme di Misura
      che m'appartiene e indugia nel Tuo palmo.
      Quando germoglierà la mia Figura?
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Andrea De Candia
        Arrivò una bambina dai capelli bianchi
        e non aveva più denti
        soltanto pane nella pancia e patria
        e una mano gialla fatta di neve e
        la fortuna che sbatte contro la guancia
        subito il mio cappotto di fuori fu bianco e
        i miei sarti mi domandarono perché
        non so morire
        di cosa sono debitrice agli alberi
        è una cosa che si lascia appesa lassù.
        Composta lunedì 7 marzo 2016
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Andrea De Candia
          Senti l'azzurro armonioso dentro
          la statura dell'albero contento,

          le vette argentee delle mattinate
          ricordare all'umanità l'estate
          distesa dentro la zolla materna
          che nutre il corpo di un'essenza eterna.

          Senti rifarsi aereo e profondo
          il cantico del sangue che irrora
          la segreta verginità del mondo
          allo scoccare d'ogni nuova aurora.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Andrea De Candia
            Se la foglia piange e trema
            di fronte alla volontà di Dio
            e Dio è combusto nell'universo,
            se l'universo non è che una pallida idea
            di ciò che ci darà la vita nuova
            e la beatitudine,
            che dire degli angeli
            che si oppongono alla foschia delle genti,
            al loro turbinio,
            al fumo della guerra
            e che dissipano con un'arma celere
            i falsi splendori di Satana?
            Angeli battaglieri
            che entrano nelle foreste delle passioni,
            che tolgono le piante impure
            e sradicano il male.
            Angeli che piangono
            quando si rovesciano i troni di Dio,
            angeli che divorano le donne
            con le loro carezze.
            Angeli che portano i loro seni lontano
            affinché Dio li rivesta di gramaglie
            per tutti i mancati splendori.
            Angeli che tremano
            davanti alla collera divina
            e sono così palpitanti d'amore
            che ogni donna vorrebbe somigliare a loro.
            Angeli in fuga verso la beatitudine,
            angeli che scorrono
            come l'acqua al di là dell'universo,
            angeli che tornano a baciare
            le labbra dimenticate.
            Composta sabato 2 aprile 2016
            Vota la poesia: Commenta