Scritta da: Michele Gentile

Le notti dentro

Alle porte del mare
bussa il canto della malinconia,
è questo il silenzio
nel quale ti invito a entrare.
Vele logore di attesa,
alla deriva nei secoli,
disperiamo porti immaginari,
dispensando memorie senza passato.
E le notti dentro intanto
urlano,
imprecano,
ci leccano
ci spogliano
ci uccidono,
ci salvano
come fari ritti nelle tenebre,
cattedrali sudicie di vanità.
Con promesse,
con menzogne,
con carezze
con partenze e ritorni,
con perfide verità,
con lastre di mero sole
conficcate nel cuore.
La città è sepolta dai suoi stessi affanni
le luci lontane si perdono nella nebbia,
spasmi oramai divorati
dall'implacabile assenza.
La solitudine non prova pietà
per queste mani che pregano,
che implorano il cielo di far piovere
un briciolo di pace.
Così quel dio che non vuole tornare,
quel dio che non ricorda chi ha costruito il suo altare,
bivacca nei ricordi in compagnia della morte, baratta la croce con un pugno di sale e le scritte sui muri d'improvviso, non fanno più nessun rumore, le notti dentro l'anima, come per magia, non possono più farci del male.
Composta giovedì 4 luglio 2019

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