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Scritta da: Costantino Sanna

La mia donna

E venne mattino d'una estate radiosa
la luce soffusa annunciava l'aurora
le illuminò il viso di giovane sposa
spossata, felice ed ebbra d'amore.

Danzava col vento e splendeva col sole
fluttuava leggera in un mondo incantato
spandendo nell'aria effluvio di viole
parlava al mio cuore senza parole.

Poi venne l'autunno che spense i colori
del sole velato di cenere spenta
pianse anche il cielo sul prato e sui fiori
ricurvi e avviliti, sfioriti e recisi.

Il calore gioioso e l'estate svaniti
col vento infuriato sui rami contorti
e un pallido sole le illuminò il viso
segnato dai solchi dei giorni vissuti.

Poi venne l'inverno e il gelo l'avvolse
col candido manto che cela i colori
il tempo sospeso dal bianco silente
nel cuore le spense gli antichi ardori.

Ma il tempo passato non tutto cancella
l'inverno ha segnato soltanto il suo viso
non danza col vento e non splende col sole
ma sorride e m'appare ancora più bella.

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