Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
Sento piangere l'eco del giorno
in una grande conchiglia morta
perduta su una spiaggia deserta
in cerca della voce di una sirena.

Cammino lentamente sull'arena
lasciando impronte di fuoco nell'aria
mentre le onde del mare s'infrangono
su uno scoglio di grida umane.

L'eco del giorno respira nell'aria calda
guardo la conchiglia rotolare sulla sabbia
coprendo un granchio spinto dalle onde.

Il fragore dell'acqua sugli scogli lontani
mi ricorda il fragore di tamburi africani
battuti con forza sotto una luna piena
in cerca di sospiri di donne in attesa

È l'ora del bacio tra il giorno e la notte.
Porto l'eco appeso nel cuore che mi parla
ma non comprendo il suo sottile messaggio:

mi dice di essere duro come la conchiglia
tenace come l'onda del mare che sbatte
inflessibile come lo scoglio che non cede
limpido come i minuscoli granelli di sabbia.

Mi ritiro meditando sotto la luce del giorno
per sentire la mia nuova voce che mi parla.
Composta giovedì 31 gennaio 2019

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