Scritta da: Andrea De Candia
Il Sole in me vissuto, io lo uccisi
sentendolo gridare in lontananza
nel silenzio interiore dell'abisso
e fu l'aborto del feto di un sogno,
fu l'osservare che man mano spensi,
lasciando le mie ceneri sul letto,
ed avvampò quell'incendio di buio
che mi fu sempre attorno lussurioso
della mia solitudine racchiusa,
un uscire ed un passeggiare in cerca
del punto in cui s'eresse la sua tomba
nel lungo cimitero della strada,
Dio fu come se si sacrificasse
una mano di sangue nell'aurora,
aperta alla ferita dell'immenso,
gettasse il sale delle stelle giunte
a morire fin qui, resuscitando
in sogno all'altra metà della Terra,
e rivedessi rivivere Lui
nell'essenza di un cuore circolare
stare sul trono della sua corona,
invitare le palpebre a sedersi
e donare le ricchezze dei raggi
e perdere il suo sangue gocce a gocce,
trovando medicazione nell'acqua.

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