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Scritta da: Stefano Medel

Divano

Divano,
caro divano,
meno male che ci sei,
quando stò con lei,
e scende giù,
dopo aver fatto le sue cose,
una fumatina,
una sigaretta,
la musica con lo stereo,
i pettegolezzi con le amiche;
e poi finalmente eccola,
con le sue tute,
i suoi capelli
castani spioventi
e incornicianti,
il viso lungo,
il naso,
e gli occhioni un po' tristi,
un po' provati,
come ombrati da pensieri,
e dai guai;
stò con lei,
divano,
vicini,
appoggiati,
il braccio intorno a
lei,
parliamo piano,
guardiamo la tele,
beviamo
qualcosa,
guardiamo
una cavolata
in tv;
io la osservo,
la bacio,
seguo i
lineamenti
della bocca,
del naso,
il tocco
e calore,
del suo corpo;
e vorrei non andare
più,
e vorrei,
fare e dire tante cose
per lei;
ancora di più
aiutarla,
e poi, è già ora, è già tardi.
Composta mercoledì 27 ottobre 2010

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