Scritta da: Carlo Peparello

Luoghi

Posso anche dire di essere ben sveglio
ma il mio non è torpore, ne catalessi.
È sogno perpetuo nel quale io sono
e tutto è familiare e sempre nuovo
Non occorrono pareti perché qui
nessuno entra e nessuno bussa
Non serve il vento per trasportare vita e sussurri
ma onirici richiami ad un desiderio senza verbo
È chiudendo gli occhi che si vede il tutto
Nel buio delle palpebre serrate
l'idea compie il suo percorso
È egoistica voglia di cullarsi tra le proprie braccia
Invitare chi no sa di far parte del tuo immaginario
Sperare che tutto rimanga vacuo e ingannevole
come spesso sono i sogni destinati a morire.
Composta sabato 31 luglio 2010

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