Ho sentito di stelle illuminare, ho visto lune sognare, ho toccato cieli e mari, ho gustato quadri: l'odore della vita, la fatica della salita, il vino buono in gita, l'acqua salata, il participio passato "scalata", l'ansia in ascensore, una lacrima d'amore, un giorno di furore, la fuga dal rancore, il ticchettio e le ore. Poi, la solitudine come fosse similitudine della moltitudine; ancora la gratitudine di un sorriso che colora il viso, il magone di uno sguardo sia buono che bugiardo, il coraggio di affrontare e la voglia di considerare, la corazza per rimpinguare la stazza. "Ah!" Anche l'abito per fare il monaco: "ammazza!".
Il giudizioso e il giudicare, la zattera per salpare, lo specchio da arrampicare, l'ancora per atterrare. Però è bella perché c'è tanto da fare e da imparare e, comunque, è inquieta e sorprendente come il mare.
Ah! Dimenticavo... ... ho visto anche farfalle volare.
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