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Dietro una rete che non c'era

E cammino e ricammino sull'asfalto
Le mie mani nella rete a fissare la villetta abbandonata
Il cancello era aperto era casa mia
C'è un terzo piano con le scale
Fuori c'era la festa ieri ci sono stata
Ora solo un tubo verde attorcigliato sporco
Le piante ancora in fiore
la luce accesa... c'erano i fantasmi ed io li vedevo
Avevo come la sensazione di non avere i miei occhi
Ma quelli di mia madre
C'era una anziana signora in buona salute che mi aspettava
Mi guardava commossa
Io meravigliata
Occhi così belli di storia
Solo nelle sue pupille potevo leggerla
Di come abbandonata fu la città
Tra le rovine e la gente con torce e forconi
E noi due unici al mondo
Ritrovati per caso mentre me ne andavo via
Rimasta per amore vicino a lei
A partire nel risveglio in mezzo al mio letto
Mentre il sole formeggiava la luce
Di un gioco di illusioni a terra e sugli armadi
Ancora qui nel presente di uno sguardo alla finestra
Le lacrime scendevano per la gioia e per commozione
Un ricordo mi entra toccandomi ancora adesso
Mentre lo racconto ai cuori dei miei cuori
Ciò che in un'altra dimensione accadde
Quando nessuno fu sopravvissuto
Ad eccezione di due anime gemelle
Vissute ancora dentro, dopo nove mesi di villeggiatura.
Composta lunedì 14 ottobre 2013

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    Info

    Riferimento:
    Ad un vecchio sogno che ho fatto, stanotte ho sognato l'acqua park.
    Dedica:
    A mia madre che è la donna più importante di tutta la mia vita; ironicamente parlando: una dedica alle persone vive ed in carne ed ossa fa sempre bene, non è che per caso avete capito male, voi?

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