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Scritta da: broceliande

Alterni momenti

Sconosciuto mi fu quell'uomo.
Per anni vicino.
Eppure sconosciuto fu per me.
Mi sorresse ancora in fasce,
orgoglioso della sua creazione.
Un sorriso felice abbozzato sulle sue labbra.
Un quadro sereno,
stracciato dal tempo.
Giorni, mesi, anni;
più lontano da lui.
Niente ai miei occhi ci legava.
Indifferenza, provavo.
Suo l'ignorare, uomo fallito.
Con caratteri incerti scriveva il suo nome
Nessun legame.
Esterno al mio mondo;
esseri diversi, mondi diversi.
Presenza incorporea,
inconsistente fantasma,
ombra fugace.
Nulla importava.
I suoi pensieri, le sofferenze le emozioni,
niente infrangeva lo scudo.
Distanza il mio riparo.
Lontano il più possibile.
Tutto ciò in mio potere compietti,
un'alto muro innalzai;
invalicabile barriera.
Non si scende al livello inferiore;
respinto colui non degno.
Amare le sue lacrime.
Impassibile il mio essere.
Troppo, troppo.
Nel mio immenso ego,
sprofondai la sua anima.
Paura di somigliargli.
Rinnegato il legame del sangue,
rinnegata scrittura nel firmamento
Altergo di me stesso.
Perché, perché io?
Migliore sono, di più, più;
molto di più.
Neppure il suo andarsene,
ha incrinato lo scudo.
In silenzio è partito
Non una parola, nulla assoluto;
nemmeno il dirsi addio.
Distante mille chilometri ti ho lasciato;
ti ho lasciato, sconosciuto.
Sconosciuto,
eppure mi hai amato.
Sempre una parte del tuo cuore,
hai serbato per me.
Hai lasciato tutto
La tua vita, la libertà, il tuo amato mare.
Hai straziato il tuo cuore
e sepolto i tuoi sogni;
immolato al mio bene.
Io ingiusto accusatore,
negato ti ho,
l'ultima stilla felice nell'animo.
Tu sconosciuto, prigioniero del tuo amore
Comprendo ora
la repentina gioia nel tuo sguardo.
Rari attimi, illusoria unione.
Conosco ora chi tu sei, sconosciuto.
Sono venuto sulla tua tomba a cercarti,
i nostri sguardi si sono incrociati,
legati i nostri pensieri.
Dolce armonia.
Immobili minuti, parole di silenzio.
Il filo, finalmente allacciato.
Il tuo non volermi lasciare andare,
perdersi fra i viottoli del piccolo cimitero di gallipoli.
Cercare l'uscita e non trovarla.
Il tuo modo di dire,
restiamo vicini;
non lasciarmi ancora.
No, mai più accadrà.
Più sconosciuto non sei;
sei mio padre!
Le mie lacrime,
pentimento al dolore che ti causai.
Chiedere il tuo perdono,
solo questo posso fare.
Sono tuo figlio, lo sono sempre stato
e per sempre lo sarò,
con tutto il mio amore.
Ciao papà.

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