Scritta da: Sabrina

Cuori neri

Le persone rabbiose,
perennemente astiose,
piene di odio invidia e cattiveria,
buttano fango sulla gente seria,
rubano la fiducia, usano gli altri,
trattano i bambini
come fossero oggetti...
Le persone rabbiose
si nutrono del male
e più ne fanno,
più son contenti,
non sanno amare
ma solo sfruttare,
vendono e comprano i piaceri
e nell'anima son neri.
Non sono mai sazi
e vogliono tutto
e se non lo ottengono
diventano pazzi.
I loro cuori
son neri come la pece
e battono per il solo scopo
di permettere alle bocche voraci
di mangiarsi tutto,
compresa la vita degli altri.
E con i quattrini
pensano di poter
comprare tutto,
compresa la dignità
che non hanno mai avuto,
mentre diventeranno
sempre più schiavi
di un dio denaro,
da servire e venerare
sempre e comunque,
fino a che moriranno
avvelenati dalla loro
stessa rabbiosa,
stupida amorale
miseria umana.
Sabrina Ducci
Composta mercoledì 29 luglio 2015
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    Scritta da: Sabrina

    Il disagio

    Mentre gocce di sudore
    si ribellano al caldo
    sento brividi di ghiaccio
    scorrere sotto la pelle.
    Sposto lo sguardo
    un po' più lontano
    e cerco il motivo
    di tanto disagio....
    ma vedo solo erba secca
    e rose bruciate
    da un sole che arde
    e uccide senza pietà.
    E intanto il sudore
    scivola sul viso, sul collo
    e la gola, già arida per la sete,
    si chiude in un nodo;
    non un suono si libera
    ed esce dalla mia bocca,
    per accompagnarsi ai rumori
    di sottofondo;
    sento un profondo malessere,
    i passi si fanno incerti
    e la mente si perde nella foschia
    di una mattinata torrida e afosa.
    Non capisco,
    semplicemente le forze svaniscono
    e un senso di urgenza
    si impossessa di me,
    fino a che il telefono suona
    e allora comprendo
    che il mio disagio presagiva
    ciò che non avrei voluto sentire.
    Sabrina Ducci
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      Scritta da: Sabrina

      Vita

      Amo il silenzio
      che accoglie i miei pensieri
      e li guida uno dopo l'altro
      nella giusta direzione.
      Ma ciò che mi spaventa
      è un altro silenzio,
      quello che ti invade
      il cuore e l'anima,
      consumandoti le forze,
      e ti lascia in balìa degli eventi.
      Amo la notte,
      piena di sogni,
      dove l'anima vola lontano
      e il riposo cura la stanchezza,
      rasserenando la mente,
      ma odio l'oscurità
      che si è impossessata
      della mia quotidianità
      rendendo vano ogni tentativo
      di scorgere il futuro che tanto desidero.
      Amo la vita
      ma temo la morte interiore;
      odio le ingiustizie che mi circondano
      e che tentano con ogni mezzo
      di imprigionare la mia esistenza
      nella torbida realtà
      che le hanno originate
      e non mi appartengono.
      Sabrina Ducci
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