Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: Pierluigi Ciolini

Attesa

Sono usciti in cerca di luce
e nell'armadio scheletrì
si cambiano d'abito

Il bagliore di qualche vetrina
tributa i volti emaciati
del va bene cosi

E il muscolo stilla afflizione
inchiodando due assi
che non fanno una casa

Chi muove i fili di questo desueto silenzio?

Con quel che ci è costato
si son fatti comete
ma non lasciano tracce

Se non è qui, dov'è che dove?
Se non ora?

In qual luogo è Natale.
Pierluigi Ciolini
Composta sabato 22 dicembre 2012
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Pierluigi Ciolini

    Certe Notti

    Avrei voluto l'ardire
    o almeno io credevo
    ma perse per un suo sguardo
    incedono le notti mie

    Ho sussurrato al cielo e a i quattro venti
    Ho seminato e non raccolto
    Ho interrogato la Sibilla
    ma si dilegua mesta ancora

    M'attardo...
    vegliando le stelle
    aspetto la ragione di chi
    per lei misura
    la strada del mio cuore

    Quando tutto sarà finito
    vi sveglierò
    e intonerò un dolce canto
    perché lei non se andrà
    come certe notti
    mai più via.
    Pierluigi Ciolini
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Pierluigi Ciolini

      Le risposte del cuore

      Ma com'è che va?
      la sera l'aquila al nido

      E al saggio
      la mano al mento
      quando domanda poni?

      Ma com'è che va?
      quando s'arrende
      la spada nel fodero al guerriero

      (Mi parlò in una notte piovosa)

      Non hai ne spada ne mantello
      solo labirinti
      abitati da strane creature

      Ora adagio ti prego cullami
      perché passi anche questa notte

      Bramavo ali sulle spalle
      ma tu mi riposi le mani
      sul tuo grembo
      per sentire nuova vita
      e senza più dolore
      germogliò la chiave
      per aprire ancora
      porte a nuovi giorni

      Non ti ho mai conosciuto
      e solo per questo
      ti chiamerò straniero.
      Pierluigi Ciolini
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Pierluigi Ciolini

        Mille e una Notte

        No no lo ammetto
        avevo rotto gli occhiali
        e giocavo a moscaceca

        Si io che sbriciolavo il cuore
        per disegnare sull'asfalto
        il sorriso alla malinconia

        Io che non vedevo la fine
        e allungavo le mani
        in cerca dello specchio magico
        di quei pochi e inutili nascondigli

        - non ero più solo -

        Camminavo in compagnia
        di un Pierrot e una Zingara

        Lui muta faccina provata
        da una lacrima di vento
        sembrava in una fiaba beffarda
        in cui ti muovi ha fatica
        alla ricerca perenne de
        alla fine vissero
        tutti felici e contenti

        Lei in cerca della corte dei miracoli
        con un lampo vermiglio fra i capelli
        e una luce negli occhi
        scuotendo la testa
        sussurrava due volte
        a l'eco delle mie emozioni

        è solo un incantesimo
        è solo un incantesimo

        a lume di candela
        su di una strada che non scegli
        ma vuoi arrivare in fondo
        mi volle fare le carte

        forse tarocchi

        ma con due sole carte
        tra il giudizio e l'appeso
        avevo la scusa per fermarmi
        al mercato delle pulci

        inseguito da una farfalla
        che non a caso sbatteva le ali
        in cerca di primavera

        tra saltimbanchi e mangiafuoco
        barattai il mio pastrano
        per uno zecchino d'oro

        - e cosi pagai pegno per le mie bugie -

        certo era un pastrano vecchio
        aveva le tasche un po' bucate

        ma dalle luci della notte

        era di lana
        spinosa e grezza
        comprata qua e la
        in anni difficili da filare
        ma pur sempre buoni
        per scaldare la solitudine

        mentre lo toglievo
        le comparse si fermarono
        ed io recitando con gli occhi
        al culmine di una scena
        già vista nel mio teatrino

        inciampavo ancora
        nelle stringhe
        sciolte del cuore

        e ridevano di me

        io che burattino senza più fili
        avrei solo voluto stare in equilibrio
        nell'immenso di un'altra notte
        cercando la Fata Turchina

        o piuttosto che niente

        a seminare margherite
        sull'ultima stella a destra
        insieme alla Donna cannone.
        Pierluigi Ciolini
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Pierluigi Ciolini

          Il pane della notte

          Di questa notte
          che sa di vita
          c'è chi non capisce
          le sue distese
          d'infinito marciapiede
          dove ti puoi sedere
          e stare in silenzio
          parlare e piangere
          o semplicemente ascoltare
          in un silenzio che poi ti culla
          di questa notte che ti rimbocca.
          le lenzuola di una vita
          che ti fregava a terra
          e si notte magica
          che cammina insieme a te
          e che ti fa trovare quello che hai perso
          che le lacrime ti asciuga
          o le tiene segrete
          sotto la pioggia
          di passaggio
          in questa notte

          Di questa notte che anche se fredda
          ma che profuma di pane
          e di strade da percorrere ancora

          Madre che ti può scaldare il cuore
          ma anche
          Madre che ti può lasciare a bocca asciutta

          Si a noi tasche vuote rivoltate
          di questa città fatta di crosta di pane
          un carrozzone di semplici briciole
          che saltano giu nelle pozzanghere
          a piedi uniti come ragazzini
          per vedere chi fa gli schizzi più alti

          Di questa notte zingara
          che legge la mano
          a un furtivo destino
          straccione insieme
          a noi senzatetto
          come le vecchie comari
          in un passaparola
          di sguardi
          fra i marciapiedi

          E di te che guardi
          sempre i miei difetti
          prova a stendergli la mano
          che un pezzo di pane
          ce l'ha anche per te
          questa notte.
          Pierluigi Ciolini
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Pierluigi Ciolini

            Amori d'autunno

            Amori al vento
            disperse foglie
            ormai ingiallite
            s'ammucchiano
            sotto l'immobile
            centenario.

            Amori fatti d'ombrelli
            sopra il cuore
            per paura del no
            o forse del silenzio
            che piega e spezza
            e non sente le campane.

            Amori freddi in cerca di riparo
            o forse di un cerino
            per incendiarsi ancora

            Amori ancora verdi
            seduti su di una panchina
            con i pensieri in tasca
            e due parole strette in pugno
            per non farsele scappare

            non è un sogno
            ma non svegliateli

            è uno sfiorarsi con gli sguardi
            furtivi mezzi baci
            fra la pioggia che
            l'inzuppa di colori e...

            fluttuano nel cielo
            come aquiloni
            senza spago.
            Pierluigi Ciolini
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Pierluigi Ciolini

              Passeggeri della Notte

              Su binari di pensieri
              sferragliati nell'oscuro
              l'illusione incatenata
              lamentosa batte i pugni

              E quel treno
              di fantasmi
              liberato
              senza freni
              d'una spinta
              ha sol bisogno
              dalla nuda
              sua miseria

              l'infinita consumata
              vinta mostra
              il suo biglietto
              fazzoletto rugginoso
              che vuol
              sventolare ancora

              salgono timidi
              gli albori
              di rugiada rivestiti

              passeggeri su
              un marciapiede
              s'incamminano
              tra agnelli e lupi

              spasimi e lacrime
              sono finiti
              a lucidare

              forse...

              le soglie del cielo.
              Pierluigi Ciolini
              Vota la poesia: Commenta