Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: Nello Maruca

CLIX

Sette vite ritrovo accanto a me
Spezzate, inzuppate del lor sangue
Innocente; dall'or lo cor mi langue
e la mente mai scosta nefanda trame.

Ma qui non sono a raccontar di me
Né di mia casa che sciagura estingue
Ma di due anime di bontate pingue
Ch'an vinto trame, nefandezza e fame.

Di zio Gianni dico e zia Sisina
e reco di loro a voi ambasceria:
Sono sfuggiti a disumano eccidio,

scampati, pure, a un vile incendio,
hanno perduto casa e pur cascina
compreso vacche, tori e masseria.
Nello Maruca
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Nello Maruca

    IV

    E ricomincia, poi, da capo, l'anno
    e il ragazzo senza ritrosia
    s'appresta a scuola come tutti fanno
    Ma lui con gioia e molta bramosia.

    Alcuni vogliosi altri con meno vanno.
    Vogliovi tutti, quest'anno, in gelosia
    e i meriti vedere a chi andranno
    e chi maggiore terrà di voi più frenesia.

    Comincia, indi, la corsa alla lettura,
    moltiplicare numeri, dividere,
    addizionare, sottrarre e far scrittura.

    Ognuno vuol mostrare sua statura
    e amore alla maestra accendere
    e dimostrare agl'altri la bravura.
    Nello Maruca
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Nello Maruca

      III

      Un bel mattino, mamma, meglio lo veste.
      Quest'oggi compi il tuo primo passo
      Di responsabilità, mamma, t'investe
      Prendila oppure, ahimè, sarai lasso.

      Al volto di mamma alza le ciglia meste
      Come dire cos'è questo gran sasso
      e le responsabilità quasi tempeste
      e questo dir che pare fosse processo?

      Termina il primo anno con successo
      e l'ultimo giorno torna a casa presto,
      con allegrezza grida: Sono promosso

      l'abbraccia mamma con fare sommesso
      Al petto se lo stringe lesto lesto,
      lacrimano gl'occhi, il viso è rosso.
      Nello Maruca
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Nello Maruca

        II

        Buona tiene la mamma formazione
        Cresciuta, com'è, in casa patriarcale.
        Per l'Onnipossente ha venerazione;
        d'indole docile, cuore regale.

        Pur nel rispetto di Dio ha afflizione
        e, certo non più presente la gioviale
        Costumanza seppur nell'orazione
        Trova sollievo di linfa vitale.

        Cresce il bimbo sano e robustello
        e tra privazioni e qualche stento
        Sopporta la famigliola il suo fardello,

        Indi, il ragazzin ch'è florido e bello
        Raggiunge il suo primo bell'evento.
        E varca di Scuola soglia e cancello.
        Nello Maruca
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Nello Maruca

          La porcata

          Pria che ancor tre volte cantasse il gallo,
          senza d'aver motivo una sorella
          del consanguineo faceva uno zimbello
          mentre la truce elevava a stella.
          Motivo?: Egli tessere non conosce tela
          quella, di contro, tessere sa la trama.
          Indi, altra rotta ha fatto di sua vela
          donando alla magalda indegna fama.
          Il germano sciogliere tien difficil nodo
          perciò domanda aita ai tanti cari;
          Ognuno gli risponde: non è modo;
          ma tutti più di tanto son più che avari.
          Nello Maruca
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Nello Maruca

            IV (quarto)

            T'affacci, al mattino, e splendi bella
            Aurora ma al sole, tosto, il posto
            cedi e come la mattutina Stella
            Ti ritrai e aita porti a chi ha posto

            speranza, amore in Te, dolce Beata.
            Niuno, giammai, alla prece lasci deluso,
            a ognuno mostri d'essere fidata
            e il Paradiso doni a chi confuso. * Stordito

            Di casa in casa vai portando pace
            non stanca mai di benedire il Padre,
            Tu sei la Madre e Lui è Figlio e Padre,
            entro il Tuo grembo il Figlio tenne pace.

            Tu Colei ch'à generato il Padre:
            sei di Tuo Figlio figlia e di Tuo Padre.
            Nello Maruca
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Nello Maruca

              Il tradimento

              È detto nel Vangelo che l'apostolo
              fidato per solo trenta monete
              fece la carognata. E, nello sconsolo
              ebbe di morte ardentemente sete.

              Legò la fune in cima all'albero
              vicino; Un cappio intorno al collo
              e penzolò a valle. Il volto paonazzo
              del tracollo disse dello spergiuro pazzo.

              Tu hai fatto di più di chi tradì Gesù:
              dato m'hai alle ortiche e non sei pentita.
              Niente per me affetto, per gli atri sempre più.
              Lavato t'hai le mani e crediti pulita.

              Così come Pilato lo fece per Gesù
              così, senza ritegno, per me l'hai fatto tu.
              Pilato nelle arterie sangue diverso tiene
              lo stesso, invece, scorre nelle nostre vene.
              Nello Maruca
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: Nello Maruca

                Il biondino

                Al biondino, al mio piccino
                gli dono un bel bacino;
                glielo do sul bel visino
                mentre dorme sul cuscino.
                Lo faccio dolcemente
                per lasciarlo ancor dormiente
                ché se dorme è santarello
                ma se sveglio è monello.
                Quando un piede mette a terra
                ricomincia già la guerra.
                Indi, fo, la ninna nanna
                per rifargli fare la nanna.
                Nello Maruca
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: Nello Maruca

                  Gli usurpatori

                  Un tempo al litorale viaggiavan tutti
                  fossero sani, storpi, malandati o zoppi
                  pur quando i più piangean per fame e lutti
                  e i montanari a valle scendeano a gruppi.

                  Era il tempo cui s'avea rispetto
                  della donna, dell'anziano e del maestro
                  e, certo le croci non stavano sul petto
                  dell'assassino, del ladro oppur del mostro.

                  I ricchi vantavano palazzi e fondi,
                  i poveri stavano quieti al loro canto.
                  Erano è vero, sì, due separati mondi
                  ma d'audacia pochi facean vanto.

                  Era il periodo in cui ognuno teneva
                  il culto della legalità e onestà
                  e d'amore e d'umiltà viveva
                  nella passione di sua moralità.

                  Gli abbienti non sono piùnè conti,
                  nèduchi nè marchesi, ma violenti
                  personaggi da triviali atteggiamenti
                  da crudeltà d'infuriati bisonti.

                  Legati sono forte ad uomini di corte
                  non d'alto rango per nascita e casato
                  ma dirigenti d'associazioni incerte
                  capaci di donare distruzione e morte.

                  I più violatori d'usanze e leggi
                  che or questo arruffando or derubando
                  quello, divenuti sono cupi personaggi
                  che delle nefandezze cantano vanto.

                  Hanno usurpato spiagge, hanno usurpato
                  fondi, hanno innalzato alberghi, palazzi
                  han costruito, ovunque han cementato
                  realizzando ville con piscine e spiazzi.

                  Con la minaccia dell'armi e lo potere
                  dei soldi imposto hanno, asservendo
                  ribaldi, di leggi fare loro volere
                  e piegare ognuno al lor comando.

                  Non più leggi di Stato ma voler di cosche.
                  Nello Maruca
                  Vota la poesia: Commenta
                    Scritta da: Nello Maruca

                    All'adespoto

                    Tu che all'ombra te ne stai, fango a dare
                    In ogni dove, non t'accorgi che il tuo fare
                    è spregevole e villano nel donare
                    Di spergiuro, di bastardo e stupratore
                    a chi intendi assai vilmente screditare
                    Perché speri di salire quella china
                    Irta e lontana che così tanto t'appare?
                    Se divieni più civile la cima s'avvicina.

                    Quanto al rito mafioso parmi essere
                    Lontano. Tu l'affermi e io ti credo:
                    alcun scambio non è stato. Sono vere
                    le asserzioni. Malaffare non ci vedo.
                    Quanto poi, ai lanzichenecchi, mercenari
                    Di professione eran tutti per sbafare?
                    E il regalo assai costoso magari
                    Ti fa gola? Ti consiglio: Sappi aspettare

                    Alla prossima annunciata sii leale
                    e coraggioso. Alla fine del tuo scritto,
                    Con caratteri ben chiari, scrivi il nome
                    e il cognome così come qui facc'io.
                    Nello Maruca
                    Vota la poesia: Commenta