Le migliori poesie di Francesca Berger

Scrittrice - Reporter- Editing - Autrice
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Scritta da: FraBer

A Thierry

Accovacciati e silenziosi
restano i ricordi
destati
all'improvviso da una
categorica fine.

Senza averti mai dimenticato
in quella fine
ti ho ritrovato,
con le tue grida
i tuoi sorrisi
e la gioia
di bambino.

Nulla è cambiato.
Tu sai che la tristezza di
altri decise.

Accovacciati e silenziosi
restano i ricordi
destati all'improvviso
da lacrime accorate
che solcano la pelle
e falciano un cuore sconsacrato.

Accovacciati e silenziosi
restano i ricordi
di quell'isola assolata
del suo mare azzurro
di me spensierata
che ti cantavo a squarciagola
di una vita che credevo incantata.

Solo un bambino
sembravi piccolino!
Un bimbo bello
quello mai avuto.

Ora mi han detto
che i ricordi dei tuoi riccioli
d'oro dormono forse sereni
tra le acque
del fiume affatato

eppure vaga
talvolta l'essenza
inquieta di te
e danza intorno leggera.

Accovacciati e silenziosi
sopravvivono i ricordi
e da lontano
tra le onde splendenti
del mare
che tanto amavi,
su un cavallo
ti vedo correre
finalmente felice
col sorriso della tua
più splendida e serena ingenuità.
Francesca Berger
Composta mercoledì 18 novembre 2015
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    Scritta da: FraBer

    Spettro di vanità

    Bentornato spettro di vanità,
    amor che sempre torni,
    eccomi a te complice pentita
    della nebbia del tuo esistere,
    multiforme dei tuoi tanti sé
    la menzogna ancor ti veste,
    e mai ella si risparmiò
    né lesinò chi incontri.
    Ora la nudità alterata è manifesta,
    essa si specchia
    si ama,
    e come sempre
    lo strambo inganno resterà
    prigioniero del riflesso ch'io vedo,
    al risveglio mio scellerato,
    l'unico padrone
    sarà l'inganno,
    con egli fingerai emozioni
    indosserai posticci sentimenti,
    e giocherai Taide gaudente
    coi fantasmi intorno
    senza posa
    per tornaconto.
    L'eliso certo t'induce ad amarmi
    multiforme dei tuoi tanti sé,
    questo forse il castigo
    di chi ingordo narciso
    non graziò la sua stessa pelle
    né serbò pietà a vittime ignare.
    Amami dunque amor che da tempo fuggo,
    triste infelice di ego punito,
    e brilli pur di gioia chi da tempo usi,
    la scena sicuro non la ruba,
    essa è tua.
    Francesca Berger
    Composta lunedì 25 gennaio 2021
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