Scritta da: FEDERICO TOSON

Grida nel silenzo

Caro mio buco nero, che t'accolli e ti riempi dei miei pensieri,
delle mie speranze e racconti della mia vita,
raccogli ogni singol verso e racchiudilo in te
in mo' tale che chiunque non possa saper'.

Or'odi le mie gesta e le mie passioni,
ma bada,
non giudicar le mie questioni.

Caldo era il suo sapore
leggiadro il suo odore
leggero il bozzolo che n'avvolgeva l'essenza.
Ed eccolo me stesso,
mi sembra di rivedermi in quella palude oscura
ove il verde morto si confonde col grigio
che a sua volta crea una mescolanza col colore più brutto che c'è: il nero;
nero come il mio stato d'animo in questo momento,
ripiombato giù in quella palude
ove la melma s'affretta
a coprirmi e tirarmi giù,
da dove quella divina luce celeste intrisa del giallo del sol'
m'aveva dapprima strappato, e poi rilanciato.

Ora in solitudine affogo
nella melma e nella flora oscura di quest'ambiente,
che qualcuno mi salvi e mi liberi da 'sti legacci intorno le caviglie
che mi tirano giù, nel dolore della mia mente,
nel vortice pauroso dei miei pensieri.

Muoio d'amor, che lo sbiadir di questa vita m'ha portato via.
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