Le migliori poesie di Bertolt Brecht

Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Umorismo.

Ricordo di Mary A.

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l'amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era una nube ch'io mirai a lungo:
bianchissima nell'alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.

E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell'amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l'ho baciato un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall'alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.
Bertolt Brecht
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz

    A quelli nati dopo di noi

    Veramente, vivo in tempi bui!
    La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
    indica insensibilità. Colui che ride
    probabilmente non ha ancora ricevuto
    la terribile notizia.

    Che tempi sono questi in cui
    un discorso sugli alberi è quasi un reato
    perché comprende il tacere su così tanti crimini!
    Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
    forse non è più raggiungibile per i suoi amici
    che soffrono?

    È vero: mi guadagno ancora da vivere
    ma credetemi: è un puro caso. Niente
    di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
    Per caso sono stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso)

    Mi dicono: mangia e bevi! Accontentati perché hai!
    Ma come posso mangiare e bere se
    ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
    il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
    Eppure mangio e bevo.

    Mi piacerebbe anche essere saggio.
    Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
    tenersi fuori dai guai del mondo e passare
    il breve periodo senza paura.

    Anche fare a meno della violenza
    ripagare il male con il bene
    non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
    questo è ritenuto saggio.
    Tutto questo non mi riesce:
    veramente, vivo in tempi bui!

    Voi, che emergerete dalla marea
    nella quale noi siamo annegati
    ricordate
    quando parlate delle nostre debolezze
    anche i tempi bui
    ai quali voi siete scampati.

    Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
    attraverso le guerre delle classi, disperati
    quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

    Eppure sappiamo:
    anche l'odio verso la bassezza
    distorce i tratti del viso.
    Anche l'ira per le ingiustizie
    rende la voce rauca. Ah, noi
    che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
    noi non potevamo essere gentili.

    Ma voi, quando sarà venuto il momento
    in cui l'uomo è amico dell'uomo
    ricordate noi
    Con indulgenza.
    Bertolt Brecht
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Dario Coia

      Generale, il tuo carro armato

      Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

      spiana un bosco e sfracella cento uomini.
      Ma ha un difetto:
      ha bisogno di un carrista.

      Generale, il tuo bombardiere è potente.
      Vola più rapido d'una tempesta e porta più di un elefante.
      Ma ha un difetto:
      ha bisogno di un meccanico.

      Generale, l'uomo fa di tutto.
      Può volare e può uccidere.
      Ma ha un difetto:
      può pensare.
      Bertolt Brecht
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Silvana Stremiz

        Tempi brutti per la poesia

        Sì, lo so: solo il felice
        È amato. La sua voce
        È ascoltata con piacere. La sua faccia è bella.

        L'albero deforme nel cortile
        È frutto del terreno cattivo, ma
        Quelli che passano gli danno dello storpio
        E hanno ragione.

        Le barche verdi e le vele allegre della baia
        Io non le vedo. Soprattutto
        Vedo la rete strappata del pescatore.
        Perché parlo solo del fatto
        Che la colona quarantenne cammina in modo curvo?
        I seni delle ragazze
        Sono caldi come sempre.

        Una rima in una mia canzone
        Mi sembrerebbe quasi una spavalderia.

        In me si combattono
        L'entusiasmo per il melo in fiore
        E il terrore per i discorsi dell'imbianchino. *
        Ma solo il secondo
        Mi spinge alla scrivania.

        * Con "l'imbianchino" Brecht si riferisce a Hitler.
        Bertolt Brecht
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Silvana Stremiz

          Ho sentito che non volete imparare niente

          Ho sentito che non volete imparare niente.
          Deduco: siete milionari.
          Il vostro futuro è assicurato - esso è
          Davanti a voi in piena luce. I vostri genitori
          Hanno fatto sì che i vostri piedi
          Non urtino nessuna pietra. Allora non devi
          Imparare niente. Così come sei
          Puoi rimanere.

          E se, nonostante ciò, ci sono delle difficoltà, dato che i tempi,
          Come ho sentito, sono insicuri
          Hai i tuoi capi che ti dicono esattamente
          Ciò che devi fare affinché stiate bene.
          Essi hanno letto i libri di quelli
          Che sanno le verità
          Che hanno validità in tutti i tempi
          E le ricette che aiutano sempre.

          Dato che ci sono così tanti che pensano per te
          Non devi muovere un dito.
          Però, se non fosse così
          Allora dovresti studiare.
          Bertolt Brecht
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Eclissi

            Lode del dubbio

            Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate
            serenamente e con rispetto chi
            come moneta infida pesa la vostra parola!
            Vorrei che foste accorti, che non deste
            con troppa fiducia la vostra parola.

            Leggete la storia e guardate
            in fuga furiosa invincibili eserciti.
            In ogni luogo
            fortezze indistruttibili rovinano e
            anche se innumerabile era l'armata salpando,
            le navi che tornarono
            le si poté contare.
            Fu così un giorno un uomo sulla inaccessibile vetta
            e giunse una nave alla fine
            dell'infinito mare.

            Oh bello lo scuoter del capo
            su verità incontestabili!
            Oh il coraggioso medico che cura
            l'ammalato senza speranza!

            Ma d'ogni dubbio il più bello
            è quando coloro che sono
            senza fede, senza forza, levano il capo e
            alla forza dei loro oppressori
            non credono più!

            Oh quanta fatica ci volle per conquistare il principio!
            Quante vittime costò!
            Com'era difficile accorgersi
            che fosse così e non diverso!
            Con un respiro di sollievo un giorno
            un uomo nel libro del sapere lo scrisse.

            Forse a lungo là dentro starà e più generazioni
            ne vivranno e in quello vedranno un'eterna sapienza
            e spezzeranno i sapienti chi non lo conosce.
            Ma può avvenire che spunti un sospetto, di nuove esperienze,
            che quella tesi scuotano. Il dubbio si desta.
            E un altro giorno un uomo dal libro del sapere
            gravemente cancella quella tesi.

            Intronato dagli ordini, passato alla visita
            d'idoneità da barbuti medici, ispezionato
            da esseri raggianti di fregi d'oro, edificato
            da solennissimi preti, che gli sbattono alle orecchie
            un libro redatto da Iddio in persona,
            erudito da impazienti pedagoghi, sta il povero e ode
            che questo mondo è il migliore dei mondi possibili e che il buco
            nel tetto della sua stanza è stato proprio previsto da Dio.
            Veramente gli è difficile
            dubitare di questo mondo.
            Madido di sudore si curva l'uomo
            che costruisce la casa dove non lui dovrà abitare.

            Ma sgobba madido di sudore anche l'uomo
            che la propria casa si costruisce.
            Sono coloro che non riflettono, a non
            dubitare mai. Splendida è la loro digestione,
            infallibile il loro giudizio.
            Non credono ai fatti, credono solo a se stessi.
            Se occorre, tanto peggio per i fatti.
            La pazienza che han con se stessi
            è sconfinata. Gli argomenti
            li odono con gli orecchi della spia.

            Con coloro che non riflettono e mai dubitano
            si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
            Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
            per schivare la decisione. Le teste
            le usano solo per scuoterle. Con aria grave
            mettono in guardia dall'acqua i passeggeri dl navi che affondano.
            Sotto l'ascia dell'assassino
            si chiedono se anch'egli non sia un uomo.

            Dopo aver rilevato, mormorando,
            che la questione non è ancora sviscerata vanno a letto.
            La loro attività consiste nell'oscillare.
            Il loro motto preferito è: l'istruttoria continua.

            Certo, se il dubbio lodate
            non lodate però
            quel dubbio che è disperazione!
            Che giova poter dubitare, a colui
            che non riesce a decidersi!
            Può sbagliare ad agire
            chi di motivi troppo scarsi si contenta!
            Ma inattivo rimane nel pericolo
            chi di troppi ha bisogno.

            Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
            che tale sei, perché hai dubitato
            delle guide! E dunque a chi è guidato
            permetti il dubbio!
            Bertolt Brecht
            Vota la poesia: Commenta