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Poesie di Arturo Donadoni

Testimone di due mllenni, nato mercoledì 14 aprile 1948 a Cisano Bergamasco (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Leggi di Murphy, in Frasi per ogni occasione, in Proverbi e in Diario.

Scritta da: Arturo Donadoni

Le mani

Ho camminato, ho visto, ho sentito.
Ora mi siedo,
è giusto che me né lavi le mani?

Mani bianche
mani nere
mani chiuse
mani tese
mani pulite o insanguinate.

Quanto bene quanto male fan le mani.

In questo mare di mani non sò bene come sono le mie mani,
dove sono
cosa fanno
dove vanno le mie mani.

Se son bianche
se son nere
se son chiuse
se son tese
se son pulite o insanguinate
se fan bene
se fan male le mie mani.
Arturo Donadoni
Composta martedì 29 gennaio 2013
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    Scritta da: Arturo Donadoni

    Cosi non è mai stato

    Cammino nel parco,
    godo del tepore che mi regala il sole
    e sento che è già stato.

    Cammino sui monti,
    respiro il profumo di fiori,

    e sento che è già stato.

    Cammino al confine del mare,
    dalle onde mi lascio baciare,

    e sento che è già stato.

    Cammino sull'asfalto,
    sono circondato solo da cemento,
    respiro,
    ma non sento profumo,
    sento calore,
    ma non è tepore,
    Ho una stretta al cuore,
    ma non è emozione,
    non è l'emozione che mi dà la vista del mare,
    non è l'emozione che in cima ai monti io posso sentire.

    È paura,

    è paura perché sento che cosi non è mai stato.
    Arturo Donadoni
    Composta domenica 27 gennaio 2013
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      Scritta da: Arturo Donadoni
      Al di là di quegli alberi forse c'è un prato verde
      forse c'è acqua limpida
      al di là di quei monti forse c'è un tappeto di fiori
      forse c'è quel silenzio che ti riempie il cuore.

      Al di là di quegli alberi ci sono solo ciminiere
      c'è solo del fumo nero
      al di là di quei monti
      in un lago di catrame c'è solo una città.

      Ora il prato verde
      l'acqua limpida
      il tappeto di fiori e quel silenzio
      te li posso solo raccontare

      Quando i miei occhi erano vivi come ituoi
      la mia anima pura come la tua
      ho bevuto l'acqua limpida che poi ho sporcato
      ho corso sul verde prato che poi ho bruciato
      ho dormito sul tappeto di fiori che poi ho strappato
      c'era quel silenzio
      ma non l'ho sentito.

      Un giorno ti prenderò per mano
      lo farò te lo prometto
      ti porterò al di là di quegli alberi
      al di là di quei monti
      e ti renderò ciò che ho avuto
      e a tè ho negato.
      allora forse potrò dormire
      nel silenzio in quel verde prato.

      Se questa mia speranza sarà vana
      scusami figlio mio
      perdonami per quello che ti ho rubato.
      Arturo Donadoni
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        Scritta da: Arturo Donadoni
        In ogni momento si alza un lamento
        da questo mondo demente che da sempre mente
        ogni lamento, tormento e rimpianto
        si alza come un manto con il vento
        ma nessun pastore lo raccoglie, lo vede
        e si perde la fede.

        Allora, tutto è scomparso
        tutto, a cosa è valso?
        le parole che vere abbiamo credute ora sono mute
        avere ancora fede o non credere finché non la si vede?.

        Ogni mente si contorce, si storpia
        per questa domanda che risposta non abbia
        non abbia risposta simile domanda che il cuore di ognuno turba
        non abbia a sapere chi ancora ha fede
        che simili dubbi possano nascere in menti ancore serene.
        Arturo Donadoni
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