Poesie di Antonio Prencipe

Studente, nato sabato 29 giugno 1991 a Mattinata Prov. FG (Gargano) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Antonio Prencipe

Quando decidi di morire

Preferivo morire sai...
Non senti dolore quando la pelle
si scarta da sola e le vene
si aprono come vento a Dicembre.
Il dolore non lo senti quando
il cuore sparisce dal ventre e la voglia
di morire divora gli occhi, le palpebre
si squartano come gigli a Novembre
e la voce non la si sente più,
è solo un ricordo lontano.
Non senti dolore quando la lama
del pugnale preme sulla pelle
e un sorriso accarezza il sangue.
Non è dolore lo scegliere di morire
ridendo, bestemmiando Dio a bassa voce
con la paura di piangere e non portarsi
con se le mille lacrime di catrame.
Quando decidi di morire non senti
dolore masticando la lama fredda
del pugnale tenuto stretto fra i denti,
la lingua porta i segni della sconfitta,
il palato si lacera e non fa male.
Il corpo che balbetta nel pianto
di una carezza mutilata fa ridere.
Si ha bisogno di tutto,
si ha bisogno di morire per vivere.
Quando si decide di togliersi la vita
il dolore non esiste,
l'amore non esiste e il corpo
è solo un ostacolo da abbattere.
Ci si ammazza anche l'angelo più bello,
lo troverò a terra accanto al mio
spoglio ricordo di vita come uno scheletro
senza ossa, sconfitto dal dolore,
sconfitto da tutto semplicemente
perché aveva bisogno di tutto.
Antonio Prencipe
Composta venerdì 18 ottobre 2013
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    Scritta da: Antonio Prencipe

    Memorie di una vita sporcata

    Potrai sbattermi a terra,
    vedere il sangue colare dalle rughe,
    dalle mie labbra spaccate che un giorno
    baciavi e dicevi ti amo.
    Potrai prendere a pugni i miei occhi,
    strapparli assieme alle pupille
    e gettarli lontano dove la mia saliva
    non potrà più sfiorarli.
    Potrai squartarmi la pelle,
    bruciarla, stuprarla come solo tu sai fare,
    spingere forte il tuo membro dentro me
    mentre il mio odio prende il volo
    e ti ucciderà piano amore mio.
    Tutto il mio odio non lo troverai,
    a pezzi sulle tue ossa bianche lo vedrai
    apparire e ti vedrò urlare,
    urlare mentre muori e sarò felice
    di vedere i tuoi ultimi respiri
    sfiorare quel cuore che non ho più,
    che hai mangiato e sputato avidamente.
    Fammi a pezzi ancora mentre ti sorrido!
    Fammi a pezzi perché io voglio ucciderti,
    calpestami il cranio e ti vedrò ridere ancora.
    Pensi che mi faccia male?
    Un giorno capirai cosa significa
    non avere la forza nemmeno di morire.
    Tutti i miei angeli sono morti,
    sepolti assieme al mio ricordo
    di vita ma non dimenticheranno
    mai quanto odiamo il mondo.
    Sporcami ancora il ventre con il tuo sperma,
    sporcami il viso ancora con la tua lurida
    e fiera autostima,
    sei così orgoglioso nel vedere la mia lingua
    aperta che lecca il pavimento mentre piangi
    di piacere e sorridi ancora,
    ti prendi gioco di me e non sai ancora
    di essere soltanto uno scheletro sconfitto
    dal mio odio che un giorno quando tu sarai
    debole come lo sono ora io ti sbatterà a terra
    e ti ucciderà piano mentre stai urlando.
    Adesso guardami e ricordati di me
    quando la pietà non sarà più tua amica
    e ti vedrò a terra a implorare Dio
    di salvare la tua miserabile e sporca vita.
    Voglio farti piangere, ucciderti e stuprarti
    come tu hai fatto con me,
    premerò il grilletto e tu sarai giù,
    giù, giù dove il mare allatta la notte
    e la luna si prende gioco di te.
    Antonio Prencipe
    Composta mercoledì 17 aprile 2013
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      Scritta da: Antonio Prencipe

      Inchiostro e Arsenico.

      Ti senti sola?
      "Ogni volta che il sole sfiora
      le guance del mare."
      Rispose così quella puttana seduta
      su una nuvola accanto a Dio.
      Arancione il cielo.
      Incazzato è l'inverno.
      Un angelo fuma la sua marlboro
      poggiandosi piano ad un palo della luce
      accanto alle anime denutrite,
      consumate dal troppo donare.
      Quell'angelo guardò negli occhi
      il cielo e tutti i suoi figli,
      beffardo sorrise alzando il dito medio
      in onore del fuoco divenuto ormai ghiaccio.
      Ho amato le donne come si amano
      le sere appassite d'agosto immerse
      nell'alcol a guardare le agonie del mondo
      prendere il volo verso la pace e ridere
      senza motivo per paura di respirare ancora.
      Ho amato gli uomini come si amano
      le stelle di carta tenute in cattività
      dentro due polmoni d'amianto.
      Riponendo tutto me stesso sulle loro mani
      troppo piccole per la mia sensibilità
      vestita da freddezza e non essere
      più in grado di riconoscerla nel mezzo
      di tante lacrime d'inchiostro e arsenico.
      C'è un uomo che ride forse nel mio letto
      assieme alle mie codarde labbra è già
      entrato donandogli qualche petalo di pelle
      incastrato nei denti della solitudine.
      C'è una donna che piange forse
      l'ho già tradita con lui o forse ha tenuto
      fra le mani il mio cuore troppo tempo.
      C'è la mancanza di un Addio
      negli occhi della notte.
      E mentre Dio rullava l'ennesima canna
      d'erba e sudore continuavo a domandare
      alla pioggia: "cos'è quel sorriso che
      esplode nel ventre dei falchi?"
      Solo l'inferno può rendere puro
      un cuore solitario.
      Antonio Prencipe
      Composta lunedì 3 dicembre 2012
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        Scritta da: Antonio Prencipe

        La vita che tu non hai voluto

        Ovunque sei ricordati
        di poggiare sul comodino
        quel cuore che sorridendo
        ti avevo regalato squarciando
        a mani nude il mio petto umido
        come la polvere sull'anima.

        Bastardo io che non
        ti ho mai detto Ti Amo.

        Di guardarmi non smettere mai,
        di piangere non smettere mai
        perché il cielo è troppo
        piccolo per te e per me,
        qualcuno lassù ha deciso così.

        Il mio petto è ancora
        aperto aspetta te.

        Ti perdonerei si io lo farei ancora,
        bacerei la morte ma le mie
        labbra sanguinano ancora.

        Ovunque sei sogna con me
        la vita che tu non hai voluto
        veder sorridere tra le dita
        bagnate dall'aria.

        L'aria che nei miei stanchi
        e vigliacchi polmoni intrisi
        di fumo lacera l'ossigeno
        e le ossa stanche di rinascere
        dentro un corpo ormai impegnato
        a non amarti più.

        Tutto prima o poi finisce ma
        non capisco perché i tuoi anni
        così innocenti sono stati
        scaraventati sull'asfalto assieme
        al tuo stanco respirare.

        Sorrisi squarciati
        e capelli volati via.

        Se ti incontrassi ora
        mi volterei di fianco.

        Se ti sognassi ora sognerei
        un pezzo di cielo nel sangue
        di uno stronzo come me.

        Innamorato ancora,
        stringo fra i denti la solitudine
        che regna ormai nell'immensità.

        Sono così, un pazzo sbandato
        che cerca ancora di aggiustare
        le stelle rotte
        al centro di una notte troppo dolce.

        E un po' per volta ho nascosto
        nella fossa assieme al tuo amore
        anche il mio viso.
        Antonio Prencipe
        Composta mercoledì 27 giugno 2012
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          Scritta da: Antonio Prencipe

          Quel "no" che la morte al posto tuo scrisse

          Chissà se adesso inventi
          la parte buona di me.

          "Dimenticarti è impossibile."

          Disse così il tramonto
          passato per caso nella mia vita.

          Se nella sabbia disegni ancora
          la mia anima inventa un nuovo amore
          anche per il mio corpo lasciato
          su questa terra a tremare.

          Quel no lasciato sulla mia pelle
          ha lacerato l'aria che aspiravo
          nell'attesa di un tuo respiro
          sulle mie labbra stanche di aspettarti.

          Quel no che tu non mi hai mai detto,
          che non hai nemmeno mai pensato,
          che ha modellato la mia fragilità
          facendomi diventare forte come il cemento
          e sensibile come una piuma caduta
          da un cielo tenuto in catene.

          "I tuoi occhi piangono anche quando
          la tua bocca ride."

          Così mi hai detto in un sogno
          non troppo lontano.

          Mi hai amato, odiato, sostenuto
          e mai abbandonato perché anche se
          fisicamente non ci sei più,
          sento i tuoi sorrisi gridare nel vento,
          le tue mani accarezzare il cuore
          e il tuo amore reggere la mia stanca
          e vigliacca voglia di vivere.

          Amore mio...

          Ti scrivo ancora dicendoti
          che la tua morte non ha fatto altro
          che rafforzare e rendere indelebile
          l'amore che per te ho provato
          e che mai lascerò andare via.

          Sei Vita.

          Sei il dolore più grande che ho dovuto
          combattere, la forza di una lacrima
          squartata da un raggio di sole.

          Quel no che la morte al posto tuo
          scrisse sulle pagine del mio destino.
          Antonio Prencipe
          Composta martedì 5 giugno 2012
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