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Cara mamma ti scrivo questa lettera perché troppo spesso le parole fanno fatica ad uscire. Eppure da bambino era così facile dirlo in mezzo a tutti quei capricci e pianti mentre tu amorevolmente mi insegnavi la vita che mi avevi donato. Non lo so se sono quel che volevi sinceramente certe volte faccio fatica anch'io a capirlo la cosa certa è che sono tuo figlio e sono orgoglioso di esserlo. Negli anni i tuoi insegnamenti sono stati il segreto per risolvere i quesiti di una vita troppo spesso difficile e menzognera. Che fatica essere genitori adesso lo so cosa vuol dire con il babbo sempre via per lavoro dovevi risolvere tu tutti i problemi con questo figlio "deviante" che aveva fretta di diventare grande che di grande combinava solo casini. Che facile era dirlo da bambino mamma dopo una marachella perdonata. Facile come ora scriverlo adesso che sono grande e che so quali sono le caramelle da non accettare dagli sconosciuti e quali invece grazie ai tuoi insegnamenti quelle da scartare. Ti voglio bene mamma.
Giuseppe Mastromatteo
Composta giovedì 2 maggio 2013
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    E poi un giorno così di colpo ti ritrovi grande dentro a un grande contenitore chiamato mondo con in tasca una possibilità chiamata vita, questa grande possibilità che tu mi hai donato con l'amore più grande che io abbia mai conosciuto.
    Chissà cosa sognavi per me quando mi tenevi in braccio quando con coraggio mi presentavi alla vita.
    Non so cosa sia rimasto dei mi raccomando, delle non caramelle dagli sconosciuti, dei guida piano, dei torna presto, certamente una scia di tempo e di asfalto percorsi con il fiato corto per rincorrere una vita spietata e veloce.
    Ma so certamente a cosa sono serviti, sono serviti a farmi crescere a farmi diventare quello che sono, un uomo o meglio un "ometto", come sognavi tu.
    Ancora adesso quando mi sento solo quando la vita mi fa paura quando vago disperato dentro i miei sogni dimenticati so che a quel numero civico 18 posso trovare ancora una parola una speranza una carezza. Posso trovare ancora te che sei la mia Mamma...
    Giuseppe Mastromatteo
    Composta sabato 5 maggio 2012
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      E poi un giorno così di colpo ti ritrovi grande dentro a un grande contenitore chiamato mondo con in tasca una possibilità chiamata vita questa grande possibilità che tu mi hai donato con l'amore più grande che io abbia mai conosciuto
      Chissà cosa sognavi per me quando mi tenevi in braccio quando con coraggio mi presentavi alla vita.
      Non so cosa sia rimasto dei mi raccomando, delle non caramelle dagli sconosciuti, dei guida piano dei torna presto, certamente una scia di tempo e di asfalto percorsi con il fiato corto per rincorrere una vita spietata e veloce.
      Ma so certamente a cosa sono serviti, sono serviti a farmi crescere a farmi diventare quello che sono un uomo o meglio un "ometto" come sognavi tu.
      Ancora adesso quando mi sento solo quando la vita mi fa paura quando vago disperato dentro i miei sogni dimenticati so che a quel numero civico 18 posso trovare ancora una parola una speranza una carezza. Posso trovare ancora te che sei la mia Mamma...
      Giuseppe Mastromatteo
      Composta venerdì 4 maggio 2012
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        Eccomi qua sono arrivato al confine vedo i quaranta a cavallo dei miei anni che oggi sono 39 sono in bilico ancora un anno e arriveranno gli anta. Che dire penso di essere pronto anche se pronti forse non lo si è mai abbastanza.
        Posso scrivere nel mio c. V della vita che ho molta esperienza che ho imparato, sbagliato e insegnato tante cose.
        Per esempio so quali caramelle accettare dagli sconosciuti (di questo mia madre ne va molto fiera), ho imparato un mestiere che non è solo un lavoro ma qualcuno la considera arte, sono in grado di bere e tornare a casa sano e salvo (Morandi in una sua canzone diceva uno su mille c'è la fa io sono quell'uno ) ho imparato che in giro ci sono tante moto e una sola motocicletta (Harley Davidson). Ma c'è una cosa che ho imparato in questi ultimi sette anni un lavoro difficile impegnativo che mi da molta soddisfazione è il mestiere del padre che alla fine è una missione garantire un minimo di vita serena a due bambini senza far pesare loro gli ostacoli della vita che di certo non sono ancora in grado di saltare. Non nego che certe sere vorrei aprire il mio armadio indossare i miei "vecchi" vent'anni e con la mia fedele h. D scivolare dentro la notte con i colori e profumi di un tempo un tempo che però ormai è andato e può tornare solo nei ricordi. Che dire qualcuno diceva la vita non è facile ma certe volte basta un complice e tutto e già più semplice io quel complice l'ho trovato e ne abbiamo fatte di "rapine" siamo due ricercati.
        Sono convinto che continuerò a migliorare il mio c. V padrone del mio tempo senza averne paura perché come disse un grande scrittore Il tempo che passa è solo una scusa per arrivare in ritardo all'ultimo appuntamento... Tanti auguri Mastro!
        Giuseppe Mastromatteo
        Composta mercoledì 28 novembre 2012
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