Nella morte, non ci sono incidenti, ne coincidenze, ne contrattempi e non ci sono scappatoie. Quello che dovete comprendere è che tutti noi siamo piccoli topi, tenuti per la coda da un gatto; ogni nostro gesto, ogni nostra azione, dalla più banale alla più nobile, il semaforo rosso a cui ci fermiamo o no, la persone con cui facciamo sesso o no, gli aereoplani sui quali viaggiamo e dai quali scendiamo, tutto fa parte del sadico disegno della morte, che conduce alla tomba...
La grande avventura della nostra vita. Che cosa significa morire quando si può vivere fino alla fine del mondo? E che cos'è la "fine del mondo", se non un modo di dire, perché chi sa anche soltanto cos'è il mondo stesso? Ormai ho già vissuto due secoli e ho visto le illusioni dell'uno completamente distrutte dall'altro, sono stato eternamente giovane ed eternamente vecchio, senza possedere illusioni, vivendo attimo per attimo come un orologio d'argento che batte nel vuoto: il quadrante dipinto, le lancette intagliate, che nessuno guarda, e che non guardano nessuno, illuminate da una luce che non era luce, come la luce alla quale Dio creò il mondo prima di aver creato la luce. Tic-tac, tic-tac, tic-tac, la precisione dell'orologio, in una stanza vasta come l'universo.