Frasi tratte da Film Commedia


Scritta da: B. Summer
Capitolo primo. "Adorava New York. La idolatrava smisuratamente..." No, è meglio "la mitizzava smisuratamente", ecco. "Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin" No, fammi cominciare da capo... Capitolo primo: "era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo a tutto il resto: trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico. Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualsiasi navigazione" Eh no, stantio, roba stantia, di gusto... insomma, dai, impegnati un po' di più... da capo. Capitolo primo. "Adorava New York. Per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea: la stessa carenza di integrità individuale che porta tanta gente a cercare facili strade stava rapidamente trasformando la città dei suoi sogni in una..." Non sarà troppo predicatorio? Insomma, guardiamoci in faccia: io questo libro lo devo vendere. Capitolo primo. "Adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. Com'era difficile esistere, in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia..." Troppo arrabbiato. Non devo essere arrabbiato. Capitolo primo. "Era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera, acquattata ma pronta al balzo, la potenza sessuale di una tigre..." No, aspetta, ci sono: "New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata"
dal film "Manhattan" di Woody Allen
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    Scritta da: LuceTenera.}
    - Ray: Che stai dicendo, che siete destinati a stare insieme?
    - Mary: Ho vissuto per tanto tempo Ray e ho imparato che... il Destino non decide tutto... le cose possono scegliere...
    - Hancock: E tu hai scelto di farmi credere di essere solo...
    Mary Embrey (Charlize Theron), Ray Embrey (Jason Bateman), John Hancock (Will Smith)
    dal film "Hancock" di Peter Berg
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      Scritta da: Marianna Mansueto
      I grandi non capiscono quanto ci si possa sentire soli da bambini, come se tu non contassi. Io avevo otto anni e avevo delle bambole, la mia preferita era una bambola brutta che io chiamavo Clementain e la sgridavo in continuazione: "non devi essere brutta sii bella!" Che assurdità come se potendo cambiare lei potessi per magia cambiare me stessa.
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        Scritta da: Pamela Pagano
        Secondo Platone l'uomo una volta era così, come questa mela, perfetto. Bastava a se stesso ed era felice. Non c'erano distinzioni fra uomini e donne. C'erano soltanto questi individui perfetti e felici, Solo che un giorno Zeus che era geloso della loro perfezione... zac... e da quel giorno l'uomo ha cominciato a cercar disperatamente la propria metà perché da solo si sentiva incompleto e infelice. Solo che per quanti tentativi facesse non riusciva mai a trovare la sua metà esatta. E non ce la fa tuttora, perché praticamente è impossibile trovar la propria metà e riconoscerla. Ci vorrebbe un miracolo.
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