Scritto da: Sannino Michele
in Diario (Sfogatoio)
Il gatto nero, che sfiga incocciarlo. Ma aver incontrato te fu una vera disgrazia.
Composto lunedì 16 maggio 2016
Il gatto nero, che sfiga incocciarlo. Ma aver incontrato te fu una vera disgrazia.
Quelle come me non sentono, ascoltano. Quelle come me non vedono, guardano. Quelle come me non leggono solo le righe, ma tra le righe. Perché quelle come me vanno oltre.
Un giorno un uomo mi disse: "per capire cosa si prova, devi provarlo sulla tua pelle". Beh, quell'uomo aveva ragione, solo che lui non aveva mai provato nulla sulla sua!
Le bugie fanno male, le certezze possono ferire, ma i dubbi uccidono ti consumano giorno per giorno.
Mi guardo attorno e non vedo altro che persone false, che per attirare attenzione si inventano di tutto.
Aspetto sempre il peggio, chissà che il meglio non decida di farmi una inaspettata sorpresa.
Le persone credono sempre di essere migliori di te, tu lasciaglielo credere, saranno i fatti a parlare.
Non sento il peso degli anni, sento il peso di tutto quello che ho vissuto. Guardo una vecchia foto di non molto tempo fa e noto che oggi il mio viso ha i segni, mi rendo conto di come le lacrime abbiano lasciato cicatrici e le delusioni solchi, mi guardo e non mi riconosco, dov'è finita quella donna con il viso da ragazzina? Quella donna che sorrideva anche quando le lacrime volevano uscire, dov'è finita quella donna forte e tenace? Mi pongo queste domande senza avere risposte, lo specchio tace e i miei occhi guardandolo accennano un sorriso e rispondono semplicemente: quella donna è qui riflessa in quello specchio, solo che tu non la vedi perché i tuoi occhi hanno cambiato modo di guardare.
Ma quelle donne che fanno le oche con cuoricini, baci, smielate e sviolinate in tutte le bacheche maschili, lo sanno che quando poi scrivono stati sui comportamenti maschili dandogli dei "maiali" ci fanno una sana figura di cacca?
Un tempo ci chiamavano stronze, poi sono arrivate le finte stronze e ci chiamano p---tane, noi che mostriamo ciò che siamo che non nascondiamo nulla, senza peli sulla lingua ne finto buonismo, noi che giochiamo con la nostra sensualità sfacciatamente mostriamo le nostra femminilità, noi donne in questo mondo di madonne siamo i diavoli per eccellenza, noi che abbiamo imparato a difenderci ad essere ciò che siamo senza maschere. Potete pure chiamarci p-ttane ma a differenza vostra che fate le santarelline noi non la diamo per essere amate perché quelle come noi o si amano o si odiano, ma di sicuro non si dimenticano, a differenza vostra che una volta che l'avete data non vi caga più nessuno.