Sfogatoio


Scritto da: Raffaella Frese
in Diario (Sfogatoio)
Questo Mondo spoglio di umiltà, non sa più orientarsi nei labirinti dell'egoismo.
Interpreta un ruolo che facilmente riesce a saziare i bisogni di chi ha fame di superficialità.
Lo chiamano immortale quelli che per primi lo stanno uccidendo piano piano, ma è alla deriva, soffocato dalle maree della perdizione. Senza sorriso con tante lacrime che scendono si è insabbiato, incastrandosi tra le viscide e oscure paludi dell'arroganza. Purtroppo in questo luogo tutti giocano con il cuore altrui, con i sentimenti con le emozioni, senza curarsi delle conseguenze.
Composto domenica 17 ottobre 2004
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    Scritto da: Aquilablu59
    in Diario (Sfogatoio)
    Lasciami guardare oltre.
    Lasciami il diritto di sognare.
    Hai voluto privarmi di qualcosa che avevo.
    Era la mia vita, bella, o brutta, era quella che avevo.
    Incomprensibile è quello che tu hai fatto a me.
    Mi hai dato il modo di sognare,
    e poi mi hai tolto l'aria del respiro.
    L'unica colpa mia, è stato crederti vero,
    ma non lo eri, eri una comparsa,
    in questo mondo che è una farsa.
    In quella nostra storia che non era.
    Ecco, ma che cos'era...
    e tu, cosa sei?
    Quando ti guardi nello specchio,
    dell'anima tua, dimmi che cosa vedi.
    Tu, cosa ti credi?
    Quando guardi i tuoi figli negli occhi,
    ti sei mai chiesto cosa puoi insegnargli?
    Puoi dirgli, bene ragazzi, nella vita fate finta.
    Fate finta di essere quello che non siete.
    Se potete, fingete, e se qualcuno vi ama,
    feritelo fin nel profondo.
    Perché così è il mondo.
    Calpestate i suoi sentimenti,
    affondate i vostri denti,
    fino a ferirlo, e dilaniarlo.
    Rendetelo inerme davanti alla gente,
    così imparerà, che amare è solo sofferenza.
    E come noi, diventerà.
    Cinico, senza umanità.
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      Scritto da: Pina Caruso
      in Diario (Sfogatoio)
      Caro Diario, scrivo a te, perché forse sei l'unico amico che mi resta. Sono sempre sola, nelle mie sere, i miei dopocena, tengo la finestra aperta, perché il caldo mi soffoca. Sto pensando, a chi, o a cosa poco importa, lo faccio per evitare che il mio cervello si liquefaccia, non ho voglia di chiedermi, per chi, perché e per cosa. Io vivo... a prescindere.
      Composto martedì 19 luglio 2016
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