Scritto da: Dario Di Francesco
in Diario (Esperienze)
Oggi ho imparato che certi dolori, per quanto grandi siano, per quanto riescano a rimanerci senza fiato, non ci uccidano. Continuiamo comunque a respirare.
Composto lunedì 25 settembre 2017
Oggi ho imparato che certi dolori, per quanto grandi siano, per quanto riescano a rimanerci senza fiato, non ci uccidano. Continuiamo comunque a respirare.
Ma quando lo capiremo che è a noi stessi che dobbiamo piacere, visto che siamo le persone con cui passeremo insieme tutta la vita?
Spesso è passato per pensiero banale quella scrittura in codice che solo chi l'ha composta comprende.
Piove? E io voglio il sole. Fa caldo? E io sogno felpa, cioccolata e piumone. È inverno? E io posto foto di isole tropicali. È settembre? E io immagino già paesaggi nevosi e lucine colorate. Il guaio è che abbiamo disimparato a goderci il presente. Non è che non siamo mai contenti, ma siamo troppo proiettati in avanti.
Con il tempo impari che non hai più bisogno di risposte, e che per far svelare le persone sono sufficienti i loro atteggiamenti.
Non è vero che si può lasciare il passato alle spalle, ma si può renderlo meno pesante.
Ecco, forse io mi vedo più in sintonia con questo periodo di fine settembre. Le giornate assolate che si alternano a quelle malinconiche, i colori caldi, a tratti ancora accesi e le ombre scure che si allungano. Non saprei trovare descrizione migliore al tutto, e al contrario di tutto... che io sono.
Le porte chiuse servono a capire che finora hai bussato all'indirizzo sbagliato.
Tutti abbiamo qualcosa da nascondere, anche senza la necessità di mascherarci.
Siamo fatti di due sostanze, quella buona e quella brutta che si unificano chiamandosi carattere, poi la vita ti fa emergere all'occorrenza ciò che realmente siamo