Scritta da: Silvana Stremiz
Gli uomini costruiscono troppi muri e troppo pochi ponti.
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Gli uomini costruiscono troppi muri e troppo pochi ponti.
Non venire a dire che la natura è una meraviglia. Non venire a dirmi che il mondo non è una favola; coloro che non l'hanno capito forse ci arrivaranno soltanto quando la favola starà per finire. In quel momento viene data l'ultima occasione per togliersi i paraocchi, e un'ultima opportunità di sfregarsi gli occhi dallo sbigottimento, un ultima possibilità di abbandonarsi a questa meraviglia alla quale si sta per dire addio...
(da "La ragazza dell'arance")
Il destino è generoso solo con chi lotta per ottenere, chi si rassegna non avrà mai nulla.
La solitudine non è quello che si prova a stare solo in una stanza, quello è solamente restare da soli, ma è il vuoto che c'è dentro di noi.
Non possiamo essere simpatici a tutti, anche perché a volte siamo antipatici perfino a noi stessi.
L'amore è qualcosa che nasce tra le pareti della nostra anima e vive li per sempre ma spesso non meritiamo questo amore... e questo amore se ne va, ucciso da noi. Pur continuando a vivere nell'animo di chi ci ama... lo perdiamo perché è quello che inconsapevolmente vogliamo. Non ci accorgiamo neppure quanto male facciamo alla persona che ci ama.
È meglio una danza fatta di amore rispetto e lealtà, che l'attesa di una magia che non c'è.
Arriva un giorno in cui tiri le somme, conti le lacrime e valuti bene il dolore ricevuto. È in quel giorno interminabile di nebbia, di freddo e di lucidità, in cui dopo una lunga meditazione, mentre le lacrime affogano la tua anima e ogni verità viene a galla, tutto ti apparirà così limpido e chiaro e mentre ogni domanda troverà la sua risposta prenderai l'unica giusta decisione. Una giusta straziante decisione ma l'unica che ti permetterà di respirare di nuovo la vita.
A volte sono troppe le lacrime che ci hanno regalato per permetterci di "restare".
Nella vita dobbiamo affidarci alla speranza, se non vogliamo che la disperazione ci uccida.