Scritta da: Giuseppe Catalfamo
Spesso non conosciamo il colore degli occhi di chi sta al nostro fianco.
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Spesso non conosciamo il colore degli occhi di chi sta al nostro fianco.
Potremmo prolungare questa nostra bizzarra esistenza sino a 100 e più anni ma solo uno è l'istante vissuto, l'attimo del presente... moriamo e risorgiamo ogni attimo.
Non ho paura d'aver paura, essa è l'istinto d'un cervello pensante, ho paura della giustizia, nel suo nome si emettono sentenze omicide.
Le donne danzano, gli uomini "tarantellano".
Verità... la verità è sempre opinabile, sicuramente almeno bipolare. Quella che per te è una salita per me è discesa, quello che per te è un soffitto per me è il pavimento.
Ho parlato con te, ingoiando la tua arroganza.
Inerte e vigliacco ho amplificato la tua prepotenza.
Hai chiesto se fossi padre, se avevo qualcosa da perdere, se avevo paura.
Sì, ho avuto paura.
Quando ho schiaccato la tua testa vuota col tacco dello stivaletto sul marciapiede ho avuto molta paura.
Paura per la mia libertà.
A volte la poca conoscenza della lingua può portare seri problemi.
Andò dal medico esternando il problema che l'affliggeva da tempo, disse che viveva l'ossessione d'esser spiato, osservato, guardato ovunque, sino al punto d'aver paura d'uscire di casa, dove comunque pensava d'esser controllato e visto ugualmente.
Il medico rispose che si trattava di problema risolvibile, comunque gli diagnosticò una grave forma di scopofobia.
In breve diventò anche misogino.
Al nepotismo impastato a meritocrazia, che inevitabilmente conduce a oligarchia, preferisco l'oscuro potere delle lobby.
Praticamente la lobotomia.
Dio perdona. Io di più.
Per esempio mi son battuto per il parto indolore.
Al tempo in cui i "grandi" m'intimorivano con l'uomo nero, pensavo che il tonno fosse un pesce rotondo e senza occhi.
Oggi che sono "grande" so che faccio parte dei tonni che hanno occhi solo per piangere, che il timore che ce lo faccia rotondo non dev'esser riposto nell'uomo nero, ma in quello basso.