Scritta da: Bernardo Panzeca
Non è rimasto che il mare, a parlar del tempo.
Composta mercoledì 30 agosto 2017
Non è rimasto che il mare, a parlar del tempo.
Dio ha creato dapprima le stelle e dopodiché le mamme. Poi stette qualche minuto ad osservare e si rese conto che tra entrambe vi era solo una differenza. Il nome.
Secoli e secoli di studio dietro al sole per poi comprendere che i suoi movimenti sono legati a quelli delle mamme. Si alza, illumina, riscalda, abbraccia e va a letto, così come fanno quest'ultime.
Un sognatore teme l'assenza di nuvole. Non di denaro.
Mandorli e ricordi si somigliano. Entrambi fioriscono. A marzo i primi, a Natale i secondi.
Fino a che piove i ricordi avranno sempre un passaggio per la terra.
Si ha sempre poca forza quando si ha poca fede.
Sono proprio strani gli amori più grandi. Mettono paura al cielo e al mare per poi nascondersi nelle cavità più piccole del cuore.
Al mattino presto le stazioni ferroviarie sono fredde. A volte gelide. Il grigio è il colore che prevale e il silenzio l'unico urlo che riecheggia. Poche ombre segnalano un respiro. Sguardi tristi e passi stanchi. Pesanti. Poi un fischio, improvviso. Un lungo fischio. È il giorno che inizia. Ricomincia. Le ombre rientrano in casa e i colori vanno in strada. Come fosse una staffetta. Una continua e mai doma staffetta. La vita.
Le mamme volevano dimostrare al mondo intero che non si sarebbero mai allontanate dai propri figli e così innalzarono nel cielo la luna e le stelle.