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Scritta da: Silvana Stremiz
La morte quando ti porta via a 21 anni non può essere un disegno divino.... Non riesco a crederlo e neppure voglio.
Composta venerdì 14 gennaio 2011

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    Scritta da: Silvana Stremiz

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    Anche se non ci fosse dio basta pensare che chiunque di noi lascia un segno nell'anima degli altri e col corpo rimane nell'universo ... Manca solo la sua potenza di azione ...
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    la morte a volte sembra prpio ingiusta..io penso ke un dio c sia,xke le tante morti anke di bambini innocenti davanti al fato fanno pensare..a me piace kredere ke le nostre anime abbiano poi un luogo sikuro..dv regna la pace assoluta ed e quella la vera vita..se nn pensassi a qst mi tormenterei x tt le xsone ke se ne sn andate
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    Io credo che non ci siano destini scritti. Ma so che la morte chiama. Si può morire sempre, a qualsiasi età. Io ho vissuto i miei 20 ed anche i 30 se non pure i 40 rischiandomela perchè la vita deve essere presa tutta. A volte prendere tutta la vita può significare morire giovani! E' certamente brutto sentire di persone che non sopravvivano ai loro genitori, perchè quello che noi vediamo normale è vivere 100 anni, ma non è mai stato così per tutti, per colpa del mondo, di malattie, di follie personali si può anche morire molto molto giovani. Io fino ad oggi credo di essere stato fortunato ed è per questo che sono quì!
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    Si ci sono forme di morte invisibili... e  spesso neppure ce ne rendiamo conto.
    Ma ,quando viene strappato alla vita un ragazzo di 21 anni ... te ne accorgi  anche se non vuoi.Se poi si tratta di tuo figlio  sentirai squarciare in due la tua anima.... se hai un "credo" indiscuttibile forse vedrai un disegno divino... e lo immaginerai  accanto gli angeli in altri cieli ...  te ne farai una ragione...sognerai il giorno in cui lo riabbraccerai.
    Diversamente sentirai solo un dolore che ti toglie il respiro senza rendertelo uguale a prima.
    Fa parte della vita? Si sicuramente, ma resta difficile da accettare per alcuni impossibile .
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    Credere che ciò che ci succede per quanto tremendo, atroce, ingiusto e ingiustificato abbia uno scopo ultimo, che sia riconducibile ad un fine benefico è spesso l'unico modo che abbiamo per accettare la perdita, per continuare a vivere (o a sopravvivere) nonostante tutto.
    Non so sia giusto o sbagliato crederlo e aggrapparsi alla speranza, ma credo che il dolore per quanto atroce deve essere in qualche modo disciplinato ed elaborato, trasformato in qualcosa di utile per gli altri perchè una persona chiusa in se stessa e nel suo dolore muore tanto quanto un ragazzo di 21 anni strappato alla sua esistenza, alla sua vita, alla sua famiglia. Ci sono forme di morte invisibile di cui nessuno si accorge che mietono più vittime degli incidenti stradali e sono un male di tutti ed una responsabilità per ciascuno di noi.

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