Scritta da: Marco Mei
in Frasi & Aforismi (Comportamento)
Non sono abituato ad aprirmi con gli estranei: a causa e per effetto di ciò rimarrò il peggior confidente di me stesso.
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Non sono abituato ad aprirmi con gli estranei: a causa e per effetto di ciò rimarrò il peggior confidente di me stesso.
Se vuoi capire le reali intenzioni di una persona, non c'è niente di più utile dei suoi gesti e niente di più fuorviante delle sue parole.
Non cerchiamo delle seconde vie, cerchiamo una strada principale tutta per noi. Non cerchiamo di giustificarci, non abbiamo nulla da giustificare. Non cerchiamo di farci compatire, vogliamo essere davvero quello che siamo. Non cerchiamo mondi, cerchiamo vite.
Hai mai pensato che, mentre sei a fare la persona gentile in Facebook, manchi alle persone care e reali? Hai mai pensato che, mentre trascuri chi ami c'è qualcuno, forse anche una persona amica che la sta consolando? Hai mai pensato che, mentre tu cerchi di far colpo sugli altri, lei faccia la stessa cosa? Forse è meglio fermarsi a riflettere un attimo, prima che sia troppo tardi.
Nessun essere umano ha un cuore di carte, da prendere, stropicciare e buttare via, ogni volta che lo fai pensaci.
La prima cosa che distingue un'azione da una reazione è la consapevolezza.
Se vuoi bene a qualcuno diglielo adesso, diglielo prima che sia troppo tardi, prima che il tempo cambi tutto, prima che quel qualcuno ti dimentichi. Non esiste il tempo, non pensare sempre che ne hai tanto e quindi le occasioni non ti mancheranno, se poi quel tempo venisse a mancare e tu non lo avessi ancora fatto, ti rimarrebbe solo il rimpianto di aver aspettato troppo e di esserti perso milioni di occasioni per dirle che le vuoi bene.
Se ti metti ad aspettare, arriva sempre la persona sbagliata.
La persona giusta è quella che neppure sapevi di stare aspettando.
Purtroppo, ci sono situazioni in cui risulta necessario seguire la ragione, poiché le strade del cuore porterebbero al suicidio. Ma in tal caso, il cuore - offeso a morte - non canterà più e ti torturerà con le sue lacrime di sangue. Certe decisioni, da qualsiasi angolazione le si osservi, altro non sono che vicoli ciechi.
Le persone preferiscono il virtuale, perché riescono dietro ad un monitor a dire e fare tutto ciò che nella vita reale sembrerebbe stupido. È poi così difficile nel reale salutare o discutere cordialmente, anche con perfetti sconosciuti? È così difficile dare un bacio affettuoso al partner, ai figli, ai genitori o anche agli amici? Perché il comportamento nel virtuale non ha seguito nel reale? Eppure basterebbe solo volerlo, e non preoccuparsi troppo di ciò che possa pensare la gente.