Scritta da: Daniele De Patre
Cerchiamo le cose eclatanti, di far rumore, di salire sul pulpito, e non ci accorgiamo che spesso basta restare in silenzio per ottenere di più.
Composta domenica 16 novembre 2014
Cerchiamo le cose eclatanti, di far rumore, di salire sul pulpito, e non ci accorgiamo che spesso basta restare in silenzio per ottenere di più.
Paradossalmente la prima grande vittoria è imparare a perdere. Saper accettare la sconfitta. Riconoscere la bravura dell'altro e, di contro, i nostri limiti. Quindi su di noi per migliorarci. Sono pilastri su cui è basato il nostro percorso di crescita come persona.
Quante volte il tuo silenzio e il tuo sguardo hanno detto molto di più di quello che la tua bocca riusciva a dire.
È molto pericoloso attribuire ad altri cose che non hanno mai detto né pensato. Attenti a riferirle ad altre persone se sapete in cuor vostro che non sono vere, perché prima o poi verranno fuori e vi si ritorceranno contro, inevitabilmente.
Un nato povero che si arricchisce riuscirà a vivere sia in ricchezza che in povertà, ma un nato ricco che si impoverisce dubito che sopravviverà.
Riempiamo il nostro cuore di bene e il male non vi troverà posto.
Per difendere un'amicizia, un amore, un diritto, una giusta causa, quanto siamo disposti a combattere? Siamo onesti con noi stessi, lo facciamo sempre poco e sempre meno. Fragilità, ipocrisia, egoismo, superficialità ci attanagliano. Spesso ci trinceriamo dietro un "cosa posso fare?", oppure un "non è colpa mia"; troppo facile, troppo arrendevoli. Combattere per un'amicizia, un amore, un diritto, una giusta causa, costa fatica, sacrificio, delusione, pianto, sofferenza, ma se sorretti dalla fede, al termine del nostro cammino, potremo dire come San Paolo: "ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede".
Si indossano maschere per non mostrare cosa portiamo dentro. Si indossano sorrisi per nascondere i dolori che ci attanagliano l'anima. Si indossano parole che non rispecchiano la verità, perché non ce la facciamo a dire quanta paura faccia sentirci sprofondare nel vuoto che ci portiamo dentro. Poi si indossano maschere per arrivare a toccare "premi & vittorie" che non avremmo nemmeno sfiorato senza fingere. Si indossano maschere per giocare con cuori, anime e menti che hanno solo la colpa di desiderare un briciolo di sincera umanità. Si indossano maschere per non mostrare al mondo quanto schifo abbiamo seminato e quando abbiamo fallito su una scala della vita fatta di persone e valori.
I primi si chiamano veri e onesti. I secondi falsi ed ipocriti.
Ostentare sicurezza non sempre significa essere sicuri di ciò che si fa.
Chi ti giudica fondamentalmente ti ammira! Vorrebbe essere te, fare le cose che fai tu. E semplicemente non ne ha le palle. Si chiama complesso di inferiorità.