Scritta da: Mirko Badiale
Tutto il nostro disprezzo per la vita deriva dalla nostra incapacità di vivere con noi stessi e con gli altri.
Composta sabato 10 gennaio 2015
Tutto il nostro disprezzo per la vita deriva dalla nostra incapacità di vivere con noi stessi e con gli altri.
Salire, un gradino dopo l'altro, per cercare di arrivare sempre più in alto. E quando ti sembra che di non farcela, non è perché tu non ti stia impegnando, ma è perché la vita ci pensa bene ad aggiungere altri gradini, altre prove, sfida dopo sfida, e ti provoca per vedere dove sei disposto ad arrivare. È dura, scivoli sulle tue stesse lacrime, ti fermi per un attimo, poi cominci a risalire perché sai che arriveranno gli ostacoli ancora più duri, ti corazzi per non affondare nel mare delle insicurezze. Intanto provi a salire anche per raggiungere te stesso, lì dove eri nel momento in cui ti sei perso.
Come fare a restare con i piedi per terra mentre il naso è sopra le nuvole.
Bisogna mettersi in gioco con coraggio e perseveranza, per non essere succhiati da situazioni in cui regna l'apatia e la tristezza. Queste potrebbero inaridirci profondamente, allontanandoci dall'amore e dalla gioia.
Il rispetto, accompagna bene il tutto.
L'ironia è qualcosa di sottile. Si può usare sia su se stessi che sugli altri. Quando diventa pesante, subdola, pungente, non è più ironia, ma pura cattiveria. L'ironia non ferisce,fa sorridere. Se ferisce e colpisce duro si chiama cattiveria.
Se è un bene, tienilo perbene.
Il tempo per fare felici gli altri è quello in cui gli altri ci chiedono la felicità.
Non posso piacere a certe persone: io sono una cattiva per verità e non per convenienza. Io sono buona con chi amo e non con chi mi fa comodo. Quando si è sicuri da quale parte della bilancia pendere resti sulle palle a tanta gente.
Sono quella che se ne frega se ha imparato a fottersene di chi giudica. Sono quella che non guarda dove va, ma sceglie molto bene con chi camminare. Sono quella che tra un forse e un poi sceglie sempre un si o un no.