Scritta da: Mauro Lanari
in Frasi & Aforismi (Società)
Mi rimetto all'inclemenza della corte.
Composta giovedì 8 novembre 2012
Mi rimetto all'inclemenza della corte.
La vita ci scazzotta di continuo per poi lasciarci appena un pugno di mosche.
A ogni occasione si chiedevano: "Ci sei?" Si ritrovarono entrambi colpiti e affondati.
Popolazione stremata. Il governo vara l'arrenditometro.
Per consuetudine le grandi opere, pubbliche e private, si realizzano col latrocinio di qualche deputato.
Con la morte si finisce in un'altra dimensione: da quella verticale all'orizzontale.
Considerato l'ininterrotto abbaglio d'ogni civiltà, non dovremmo provenire dalla notte dei tempi ma dalla luce dei tempi, da un Big Bang o un "Fiat lux" che ha accecato tutti.
L'entropia, vandalizzando l'intera realtà, è il troll cosmico e sinora nient'e nessuno è riuscito a bannarla.
Forse c'è un discrimine tra "fallito" e "perdente": il secondo è colui che rinuncia in partenza, mai contagiato dal desiderio di provarci, fare un tentativo, intraprendere l'esperimento, cercare di riuscire nell'impresa. Si dà per sconfitto a priori.
Col Natale non facciamola troppo semplice, poiché i pressanti e spossanti dubbi di fede son sempr'in agguato: panettone o pandoro? Con uvetta, candìti, zuccher'a velo o senza?