"Vostro padre sapeva quello che faceva e non vi ringrazierebbe se intralciaste i piani dell'Ordine!" anche Sirius alzò la voce. "Le cose stanno così... ecco perché voi non fate parte dell'Ordine. Non capite, ci sono cose per cui vale la pena di morire!"
Silente: Si, Riddle era pronto a credere di essere "speciale", Harry. Harry: Lei lo sapeva allora? Silente: Di aver incontrato il più pericoloso mago oscuro di tutti i tempi? No.
"Col cavolo!" Mugghiò Amycus "Non dopo che la prende il signore oscuro! L'ha chiamato, ho sentito il marchio che bruciava, lui pensa che ci abbiamo Potter!" "'Ci abbiamo Potter?" Ripeté la professoressa McGranitt in tono aspro "Come sarebbe, 'Ci abbiamo Potter'?" "Ha detto che forse Potter cercava di entrare nella Torre di Corvonero e di chiamarlo se lo prendevamo." "Perché Harry Potter dovrebbe entrare nella Torre di Corvonero? Potter appartiene alla mia casa!" Sotto l'incredulità e la rabbia, Harry udì una piccola nota di orgoglio nella voce della professoressa e l'affetto per Minerva McGranitt zampillò dentro di lui.
Io ricordo tutte quelle che ho venduto, signor Potter. Si dà il caso, appunto, che la fenice, la cui piuma risiede nella sua bacchetta, abbia dato un'altra piuma, soltanto una, e basta. È curioso che lei sia destinato a questa bacchetta, quando la sua gemella le ha inferto quella cicatrice!
Vedo che tu, come molti altri prima di te, hai scoperto le dolcezze dello specchio delle brame. Suppongo che ormai tu abbia capito cosa fa. Voglio darti un indizio: l'uomo più felice della terra guarderebbe nello specchio e vedrebbe solo sé stesso, esattamente com'è.
Non erano fantasmi, né persone in carne e ossa, lo vedeva. Assomigliavano più che altro al Riddle uscito dal diario tanti anni prima, che era memoria quasi solidificata. Meno concreti di corpi viventi, ma molto di più di fantasmi, venivano verso di lui, e su ciascun volto danzava lo stesso sorriso affettuoso. James era alto esattamente quanto lui. Indossava gli abiti nei quali era morto e aveva i capelli arruffati e gli occhiali un po' storti come quelli del signor Weasley. Sirius era alto e bello, molto più giovane di come Harry l'aveva conosciuto in vita. Avanzava con elegante disinvoltura, le mani in tasca e un sorriso in volto. Anche Lupin era più giovane, molto meno trasandato, e aveva i capelli più folti e più scuri. Sembrava felice di essere di nuovo in quel luogo familiare, teatro di tante avventure da adolescente. Il sorriso di Lily era il più largo. Avvicinandosi, spinse indietro i lunghi capelli, e gli occhi verdi, così simili a quelli di Harry, frugavano avidi il suo volto, come se non potesse mai saziarsi di guardarlo.
La voce di un bambino, per quanto onesta e sincera, è insignificante per chi ha dimenticato come ascoltare. Cosa misteriosa il tempo: potente e, quando ci s'intromette, pericolosa.