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Odiami, odiami con l'intensità del mio stesso amore, odiami affinché tu possa trarre dalla tua rabbia tutta l'energia per scacciare via tutto ciò che ti ha delusa.
Dilaniata da una struggente angoscia, il solo pensarti, reso dalla presenza della tua essenza nel mio più intimo essere inarrestabile, i più intensamente contrapposti stati d'animo umani, compresenti in un cuore arso dal sale delle lacrime, corrodono i miei polmoni, impedendone il respiro.
Muto l'urlo di quella bocca spalancata, di quel cuore straziato, di quell'espressione del viso lacerata dal dolore asfissiante.
Federica Astolfi
Composta martedì 17 novembre 2009
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    Delineo i tuoi contorni di quadro mimetizzato fra carta da parete.
    Come dita i miei occhi scorrono sul tessuto sinuoso del nero burqa da te indossato per celare quella pelle resa bianca dalle piastrine intente a rimarginare le ferite di cui è cosparsa.
    Di un cielo trafitto da proiettili stellari, sei la perla nera.
    Federica Astolfi
    Composta lunedì 15 marzo 2010
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      La felicità esiste solo in quanto aspirazione irraggiungibile a cui protendere. La sensazione di inspirare felicità svanisce nel momento stesso in cui l'ossigeno raggiunge l'essenza più intima degli alveoli polmonari. L'unico modo per comprendere la felicità è quello di prendere coscienza del fatto che la sofferenza costituisce componente imprescindibile della stessa. È stupido credere di poter pervenire ad uno stadio di felicità. La felicità non è determinabile, tutt'al più paragonabile ad un fluire d'aria invisibile ed inafferrabile, instabile ed informe, corrispondente a ciò da cui le cellule vitali di ogni organismo vivente traggono energia. La felicità non attiene ad un mondo distinto dalla realtà. La felicità diviene reale se permea ogni mia azione, costituendone fine ultimo e principio d'ispirazione. La felicità non è condiscendenza e la sofferenza è sintomo di non rassegnazione.
      Federica Astolfi
      Composta sabato 29 maggio 2010
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        Scavo l'acqua con le mani e saluto il mondo con i piedi. Mi abisso in un non luogo dove non esiste ombra perché i raggi del sole, come fiamme di candele al vento, si spengono ad ogni soffio d'onda. I miei capelli sono sciame di lascivi serpenti, estroflessioni di rami di fumanti salici piangenti che si dissolvono in un silenzio compatto.
        Federica Astolfi
        Composta venerdì 18 giugno 2010
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