Scritto da: Constantin Hadarag

Labirinti


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...come attimo fuggente e sfuggente gli balenavano davanti con forza atroce e spietata... Pensò al dolce non pensare. Pensò alla spensieratezza. Pensò che il pensiero non è essere affatto... Si sforzò di non pensare. Pensò che non pensa. Che non è neppure pensato. Pensò al pensare piano della lumaca. Pensò che le donne non pensano, agiscono. Pensò che un pensato creatore avrebbe rovinato la donna dotandola di pensiero. Pensò che pensa male. Pensò al pensiero magico. Pensò che se avesse potuto pensare veloce, avrebbe confuso il pensiero col movimento e la luce lo avrebbe raggiunto... Pensò al non essere e si contraddisse. Pensò che comunque era meglio essere che non essere ma pensò che non aveva nessuna prova ontologica e di qualunque altro genere e smise di pensare. O almeno lo pensò... Ma quando finalmente pensò pure questo si rese conto che aveva pensato a tutto e che razionalmente poteva stare tranquillo. Di più non si poteva pensare. Aveva, pensava, risolto i problemi dell'essere e del pensiero poiché li aveva pensati tutti. Aveva pensato tutto pur pensando soltanto a visioni e campioni... Il corpo suo reggeva la pesantezza ed il movimento di tutti i pensieri... Ma a un tratto gli ... [segue »]

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    Scritto da: Constantin Hadarag

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    postato da , il
    Ottimo testo, intelligente e profondo

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