Scritto da: Constantin Hadarag

Labirinti


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...più in quantità ma dire, sarebbe vano in ogni caso... Eliathan fissò la vita ed in un attimo di brillantezza, domandò: e il quinto!? ". La vita rispose: "il quinto sei tu, comprendente in te i primi quattro. In tutti i tuoi magnifici o terribili aspetti... " Eliathan non se lo aspettava. Si sentì colpito in profondis. Versò spontaneamente circa un fiume di lacrime interiori e poi si fermò. La vita lo aveva scosso, commosso e mosso con un morso forse da genio. "No, bisbigliò..., di tutto dicasi e leggermente anche..., purché non tocchi in primis te e innanzitutto..."

E allora venne qualcosa da lui che si fece chiamare morte: "sono la morte, disse, ora che la vita ti ha schiarito le idee, il mio dovere è rendere la tua esistenza sopportabile in qualche modo". Eliathan, che fino ad allora convintissimo credeva che gli estremi opposti si incontrassero da qualche parte, domandò tuttavia meravigliato: "morte, chi sei? " Lei o lui o quella cosa rispose: "io sono la morte, sono il principio di ogni cosa vivente... " Eliathan chiese delucidazioni poiché continuava a non capire. La cosa chiamatasi morte e che Eliathan stesso chiamò morte, disse: "dal mio abbraccio e ... [segue »]

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    Scritto da: Constantin Hadarag

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    postato da , il
    Ottimo testo, intelligente e profondo

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