Scritto da: Pino Conte

La Bella e la Notte

Capitolo: 4 - Il morto che urla (sotto l'albero di Natale)

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...dalle interpretazioni di Isa Bella come acqua pura dalla sorgente di montagna; un bollore che scaldava il cuore, d’inverno. Così come d’estate; ma, d’estate, senza stagionali sudori d’accompagnamento. Mi godevo lo spettacolo dal tavolino del JC; ci ero rientrato, dopo la mia danza al ritmo della neve fioccata dal buio. L’alberello di Natale, sul marmo dell’ultimo gradino, nell’angolo della scala d’ingresso, era spruzzato di bianco. La nevicata aveva toccato anche lui, benché messo al riparo; i suoi rami, verde scuro, erano coperti da palline che avrebbero potuto essere di polistirolo -e non d’acqua ghiacciata-, tanto a lungo durarono prima di dissolversi nel nulla. L’artista che stava dipingendo lo scenario, passandoci e ripassandoci sopra generose pennellate di bianco, aveva dimenticato il suo distratto e cinico apprendista: un garzone da spenderci il triplo -in offerte alla Chiesa, in donazioni allo Stato-, pur di non averlo tra i piedi, piuttosto che pagare la semplice giornata a lui. Lo sprezzante giovinastro si gettò sul manto immacolato -la neve si era posata sul Lungomare-, rotolandocisi sopra con smisurato piacere. E, tra un rotolamento e l’altro, si mise a collocare trappole, approfittando della provvidenziale copertura che loro offriva la spessa, lunga, ed ampia distesa di purezza ... [segue »]

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