Scritto da: Pino Conte

La Bella e la Notte

Capitolo: 4 - Il morto che urla (sotto l'albero di Natale)

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...costo di sfilarsi gli stivali con gli speroni, e poi i pantaloncini di jeans. Era una professionista; con gli occhi dell’angelo ed il sorriso che tramortisce, ma restava quel che era: una professionista, appunto. Chi me l’aveva messa alle calcagna? Di ciò non avevo la più pallida idea. Anzi, non avevo idee affatto, in quel Natale del cavolo. La caldaia i suoi lamenti poteva risparmiarseli, non avevo intenzione di diminuirle i turni di lavoro; volevo stare al caldo, e volevo starci da solo. Mi stavo incartapecorendo?, probabilmente si; ma avevo in testa un unico chiodo, scoprire chi fosse quasi riuscito nel colpo: infilarmi nel letto una pupa in grado di far resuscitare i morti. E perché l’avesse fatto. La soddisfazione di avere intuito l’esistenza di un piano ai miei danni era compensata dalla disillusione di avere scoperto la verità. Lo confesso: m’ero persuaso di essere un rubacuori, e che avevo fatto girare la testa alla pupa. Avere scoperto la verità, l’inganno ordito per fregarmi, non mi sollevava il morale.

“Me la sono cavata alla grande, ho fatto colpo”, ripetevo tra me e me in un miscuglio di esaltazione fessa e Martini bianco, rientrando a casa dalla notte bianca -per la ... [segue »]

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