Scritto da: Pino Conte

La Bella e la Notte

Capitolo: 4 - Il morto che urla (sotto l'albero di Natale)

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...speciale.

“Sotto l’albero -mi aveva stuzzicato- troverai il mio nuovo costume, mi potrai ammirare solo con quello indosso”; di che costume andava cianciando? Del cappello di Babbo Natale. E basta, unico indumento per tutto un abito. Come sempre, i conti non quadravano; chi era, davvero, la tipa? ; e che voleva, da me? La soffiata, comunque, m’aveva solleticato l’orecchio: le sue lamentele verso il comportamento dell’Arma, cui si era rivolta per la sua denuncia; qui i calcoli tornavano, e mi trovavano d’accordo con lei, sulla valanga di pretesti, travestiti da pignoleria, cui ricorrono marescialli ed ispettori quando non ne vogliono sapere, e non intendono prestare ascolto agli esposti loro presentati sul tavolo. La lupacchiotta sibilava -l’aveva detto più volte- “nemmeno col morto a terra aprono gli occhi, alla faccia della divisa... “, e le si gonfiava la vena al collo, mentre si liberava, a parole, della sua ossessione. Per liberarsene del tutto, avrebbe dovuto sputar fuori la dose di veleno che le gonfiava la venatura, e che, visibilmente, la turbava; ma non l’aveva fatto, non si era aperta, con me. Chissà, se perché non si fidava, o perché si fidava, e perciò qualcuno l’aveva fermata prima che mi spifferasse quanto ... [segue »]

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