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Le migliori poesie di Klara Erzsebet Bujtor

Nato a Keszthely (Ungheria)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Mamma,
Sono inguaribile fragilità,
non la sopporto la tua mancanza,
ovunque ti cerco,
"sei qui?"
"mamma, ci sei?"
l'alito del silenzio tace,
silenzio muto, silenzio, che odo,

sono inguaribile fragilità,
mai sentita cosi sola nel mezzo delle genti allegri
tra le braccia della sorte,

sono inguaribile fragilità,
mi si spezza il cuore ogni volta penso a te,
a me,
che ci abito nello strazio
senza voler cambiare,

sono una dannata anima irrequieta,
che versa ogni sua lacrima amara
nelle righe della poesia,

sono inguaribile,
dannata
poeta.
Composta lunedì 13 giugno 2011
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    Morte!
    odi i lamenti che risuonano dolenti nella cella della mia vita,
    dove sconto la pena della Sorte,
    che sopprime la poeta in me,
    apri le sbarre e lasciami libera
    ed io vo a cercare i miei sogni perduti nella solitudine del carcere.
    Non sono contenta di me,
    non di altri, veri, consapevoli genti,
    indosso tutta la colpa di non vedere chiaro lontano,
    so solo sognare, rincorrere illusioni impossibili,
    che brillano sublime lontano dall'opaca realtà.
    Composta mercoledì 23 marzo 2011
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      Dove finisce il cielo

      Il Tempo non si prende nella mano,
      non si può fermarlo, mandare avanti o dietro,
      solo starci dentro,
      nella sua misura
      fatta per noi.
      Solo il cielo non ha Tempo, esteso sereno nell'infinito,
      ed avvolge d'azzurro tutti gli astri.
      Giovane o vecchio,
      quante porte ha per oltrepassarle e trovare l'ultimo cielo?
      Ma dove porta la via celeste,
      dove vanno dormire gli angeli,
      vorrei chiederli,
      di raccontarmi prima che si sbriciola il mio Tempo,
      dove finisce il cielo.
      Composta domenica 1 febbraio 2009
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        Un pugno di anni

        Un pugno di anni,
        che mi son rimasti,
        vorrei spargerli bene nel tempo
        sulle candide nuvole
        sul ciliegio in fiore,
        sulle onde azzurre,
        e nei tutti venti, che li portano
        dove devo andare,
        per stare,
        per sempre.
        Un pugno di anni che mi son rimasti,
        non vorrei sprecarli ma donarli ai sogni
        di che sono nata,
        e dove voglio tornare
        per addormentarsi
        serenamente.
        Voglio aprire il pugno
        e guardare il fluire d'attimi della vita,
        che scompaiono poco a poco
        nell'orizzonte,
        è cosi vicino a me,
        che posso toccarlo con le mani
        e udire il silenzio
        dell'infinito.
        Composta venerdì 14 settembre 2012
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