Mauro Lanari

Nella pagina del Film Lion - La strada verso casa di Garth Davis
Nel Google Earth del mercato cinematografico globale, Bollywood è la nuova mecca e Dev Patel n'è il Messia. Strapiazzato, e non strapazzato, da pubblico & critica, farà incetta di premi dell'Academy, chiedere a Danny Boyle che ha lanciat'il trend nel 2006 (8 statuette). Decente la Mara, ottima la Kidman, contraddittorio il film che corre su due binari opposti: la ricerca della madre biologica e l'elogio dell'adozione. Il serbatoio/cisterna d'acqua è quello che si tenta di far traboccare dai dotti lacrimali: un putèo che soffr'era già il vulnus d'un paio di pellicole del neorealismo.
5 anni fa
Nella pagina del Film The founder di John Lee Hancock
"The American Dream" com'incubo, un biopic sul capitalismo moderno, fra l'epoca de "Il Petroliere" e "Citizen Kane" e quell'odierna de "I pirati di Silicon Valley" da "The Social Network" a "Steve Jobs", "in cui qualità e dipendenti vengono sempr'e solo dop'il Dio profitto, qui plasticamente rappresentato da un Michael Keaton in grande spolvero, rilanciato da 'Birdman' e 'Il caso Spotlight', quasi magnetico nel ruolo di questo detestabile personaggio dalla lingua biforcuta e dalla sfacciata perseveranza, emblema del successo d'agguantare costi quel che costi. La cinica e dettagliata sceneggiatura di Robert Siegel ricostruisce la storia del 'fondatore' del 9° brand più famos'al globo, ai più sconosciuta e proprio per questo dannatament'intrigante. Il resto del cast viene tenut'all'ombra del protagonista e a pagarne più di tutti le conseguenze è l'immensa Laura Dern, prima moglie di Croc a cui Hancock e Siegel affidano pochi minuti d'imbarazzato, depressivo ma dirompente silenzio. A pesare sul racconto la mano troppo poco incisiva, nel finale persin'ambigua, d'un regista probabilmente telecomandato da Harvey Weinstein nel soppesare col bilancino qualsiasi possibil'eccesso."
9 anni fa
Nella pagina del Film Life - Non oltrepassare il limite di Daniel Espinosa
"Da quel ch'ho capito il solito alieno cattivo, è già un buon motivo per starsene a casa e aspettare, molto poco, ch'arrivi in TV o in affitto." "Molto, molto poco. Aspettare semmai ch'arriv'in soffitta."
8 anni e 11 mesi fa
Nella pagina del Film Moonlight di Barry Jenkins
Circa l'universal'enigma identitario, il film si disinteress'a essere portavoce di tutti e ancor più a proporre uno straccio di risposta, limitandosi a concentrarsi per autosegregazione sulla specifica presa di coscienza da parte del protagonist'appartenente alla comunità nera e LGBT. "Diventa ciò che vuoi", "scoprì ciò che sei", quelle cosette che rinvian'all'incisione di Solone, uno dei 7 savi, sul tempio d'Apollo a Delfi tra la fine del VII e il VI secolo a.C.; m'avendo un cast all-black e il personaggio principale (forse) gày, allora vince l'Oscar come miglior film dell'anno. Ringraziate Trump. Comunque si salv'il finale aperto.
8 anni e 11 mesi fa
Nella pagina del Film Baywatch di Seth Gordon
Hanno perso l'occasione per inserirvi la battuta più conson'al caso: "You sun of beach". Tanto per (ri)dire.
8 anni e 1 mese fa
Nella pagina del Film Baby Driver - Il genio della fuga di Edgar Wright
Nella Trilogia del Cornetto, più il soggetto diventava banal'e conformista e più Wright controbilanciava con una sceneggiatura scoppiettante di trovate. Qui lo script giunge al vuoto pneumatico mentr'il copione sgomm'a ogni singola scena. Sarebbe un heist film splendidamente confezionato ma senza contenuti sostanziali se non fosse per il finale romantico che lo trasforma in un feel-good movie quasi fuori tempo massimo.
4 anni e 2 mesi fa
Nella pagina del Film Non c'è campo di Federico Moccia
Non c'è (s)campo.
8 anni fa
Nella pagina del Film Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà di Ken Loach
Rispetto alla situazione odierna, immagino che il marxism'ortodosso di Loach sia inattual'e bisognoso d'un profondo aggiornamento. Però alcuni cardini non sono mutati: 1) "Ritiro l'offerta, Padre. Lei ascolta [nel confessionale], ma soltanto quando siamo in ginocchio" ("I take it back, Father. You do listen [in the confessional], but only when we're on our knees." Nel 2° dopoguerra Bloch avrebbe chiamato questa strenua difesa della dignità umana "l'ortopedia del camminare eretti" ("the orthopedics of the upright posture"); 2) agghiacciante pure la frase del capitalista, convinto d'essere l'unico vero benefattore dell'umanità grazie alla sua filantropia.
4 anni e 2 mesi fa
Nella pagina del Film La musica del silenzio di Michael Radford
Biopic internazionale (su Bocelli) che sembra un film TV, tuttavia è quasi decente.
7 anni e 8 mesi fa
Nella pagina del Film Orecchie di Alessandro Aronadio
Camus, Kafka, Beckett, rimandi al cinema d'avanguardia (tipo Manuli) e poi, mentre l'inquadratura s'allarga minuto dopo minuto a simboleggiare l'apertura nei confronti degl'altri e della loro diversità, un pre-finale degno d'un "Don Matteo". La conclusione resta aperta, m'a quel punto è troppo tardi e l'equivocità regna sovrana. Col successivo film ("Io c'è", 2018), Aronadio sfocerà in una commedia che non s'azzard'a pungere.
7 anni e 1 mese fa