Zalone non è un paleoantropologo, il quale invece avrebbe replicato a Morandi (Mogol): "Non ce l'ha ancora fatta nessuno s'una stima di 140 miliardi d'esseri umani già vissuti (e morti)". E Zalone è ancor meno un soteriologo, il quale sarebbe giunto a obiettare: "O [tutto e] tutti o [nulla e] nessuno" (1Corinzi 15, 28).
Canzoncine, filmetti.
Auspìci di massa, vane attese.
Ory, Davide e Vincenzo, grazie per l'interessamento.
Ci sarebber'ulteriori sviluppi, sempre più specialistici , che preferisco postar'altrove. Nulla di positivo: ancora prevalgono in sovrabbondanza dati a corroborazione d'un eterodeterminismo fatalista e destinale che di per sé sarebbe perfino auspicabile se solo fosse provvidenziale anziché distopico e crocifiggente. Il decorso degl'avvenimenti parrebbe seguire un suo arbitrarissimo scadenzario storiosofico, che ci releg'al ruolo d'attori e spettatori nell'osceno spettacolo dell'esistenza. C'è preclus'ogni margine registico/autoriale, ogni libertà, ogni potere di controllo retroattivo. Ma, lo ripeto con maggior chiarezza, non dovrebb'essercene alcun bisogno se la mèta è quella d'incassare ciò che ci spetta com'Assoluto (=>incondizionato) diritto, val'a dire per "sola gratia". Ancora tropp'Engels & Bloch e troppo poco Marcuse.
È il colore del lutto che s'addice a quest'epoca funerea in cui è stato spazzato via ogni falso idolo senza però essere stat'in grado di rimpiazzarlo con alcunché di più valido. Al max imperversano i surrogati tecnoscientifici, i quali da mezzo per non si sa più cosa sono diventati fini a sé stessi.
8 anni e 10 mesi fa
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Canzoncine, filmetti.
Auspìci di massa, vane attese.
Ci sarebber'ulteriori sviluppi, sempre più specialistici , che preferisco postar'altrove. Nulla di positivo: ancora prevalgono in sovrabbondanza dati a corroborazione d'un eterodeterminismo fatalista e destinale che di per sé sarebbe perfino auspicabile se solo fosse provvidenziale anziché distopico e crocifiggente. Il decorso degl'avvenimenti parrebbe seguire un suo arbitrarissimo scadenzario storiosofico, che ci releg'al ruolo d'attori e spettatori nell'osceno spettacolo dell'esistenza. C'è preclus'ogni margine registico/autoriale, ogni libertà, ogni potere di controllo retroattivo. Ma, lo ripeto con maggior chiarezza, non dovrebb'essercene alcun bisogno se la mèta è quella d'incassare ciò che ci spetta com'Assoluto (=>incondizionato) diritto, val'a dire per "sola gratia". Ancora tropp'Engels & Bloch e troppo poco Marcuse.