Scritto da: Tommaso Mazzoni

Uomo nudo


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...base che ci riguarda da vicino? L'indistruttibilità della materia, principio fondamentale della scienza moderna.
Ma - ho capito - voi stavate pensando: - "Ma che cosa c'entra tutto questo "materiale" con un'Entità superiore?"
C'entra e non c'entra: circa la mole, ovviamente l'uomo non può essere stato a creare un bel nulla, eppoi è arrivato perfino molto tardi rispetto alla lancetta sul quadrante del tempo dell'evoluzione del cosmo; circa il giudizio di chi possa avere concepito e creato tutto questo agglomerato di mondi, dopo avere dovuto rispondere "Noi no!", non possiamo che accucciarci accanto al cagnolino di Nietzsche che "giudica" Newton.
Dico, che cosa vi aspettavate, che avessi la formuletta nel taschino? Magari.

Come vedete, mi sono sforzato, riuscendoci sì, riuscendoci no, a dare una risposta un pochino spiritosa, ma non, come invece ci saremmo aspettati, una risposta "quasi spirituale".
Rimandiamo perciò il discorso ad altri tempi: non c'è altro da fare per il momento, ma, ahimè, uno dei miei evangelisti personali, qual è Ezra Pound (1885-1972), non mi fa purtroppo ben sperare. Dice infatti Pound, piuttosto ironicamente: "l'uomo che disse "veritas prævalebit" (la verità prevarrà, s'imporrà) fu attento a usare un verbo nel tempo futuro e a non mettere nessuna data ... [segue »]
Composto mercoledì 30 ottobre 1996

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    Scritto da: Tommaso Mazzoni
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    (1) - "(...)è come se un cane speculasse sulla mente di Newton, ha detto Nietzsche. E anche Virginia Woolf ci dice, riferendosi però alla morte di Goldie Lowes Dickinson: (...)potremmo essere come vermi schiacciati da una macchina; che cosa sa il verme della macchina, di come è fatta? Può darsi che una ragione ci sia; se c'è, non è una ragione che noi, in quanto
    esseri umani, possiamo afferrare". La citazione l'aggiunsi alla lirica "Il mio Gattino", nel mio libro dal titolo "Il Rifugio nell'Anima"; qui l'ho riportata per comodità di comprensione.
    (2) - Da tutte le fedi confessate, alcune - forse le più affini fra di loro - furono definite, relegate (da relìgo) entro quella che fu chiamata religione, dal predetto verbo latino. Le altre fedi non definite si trovarono perciò fuori, al disopra di quella sorta di contenitore. In altre parole, superstavano. È derivato da questo verbo il sostantivo "superstizione" (latino superstitio, che al plurale, superstitiones, significava peraltro anche "usanze religiose non romane".
    (3) - Del resto, come attendersi una risposta da me? Newton perlomeno è riuscito a arrampicarsi sulle spalle di qualche "gigante", evidentemente. Al contrario, le mie "mani", e non solo queste, mi sono toccate alquanto debolucce...
    Se il discorso sui giganti non risultasse chiaro, vi ricordo quanto, il 5 febbraio 1675, Newton (1642-1727, aveva da poco compiuti i 33 anni) ebbe a scrivere (da "Lettere" ) a Robert Hooke: "Se ho visto più lontano, ho potuto farlo stando in piedi sulle spalle di giganti".
    Il matematico, fisico, astronomo e naturalista inglese Robert Hooke (1635-1702) - lasciate che aggiunga questa ulteriore nota -, tra le svariate invenzioni e studi, di cui si giovò Newton stesso e con cui entrò in conflitto a proposito della priorità della scoperta sulla gravitazione universale, introdusse per primo il nome "cellula" in quanto piccola cavità, piccola cella, appunto (sebbene il tuorlo dell'uovo degli uccelli, ad esempio, non sarebbe poi tanto piccolo!) Il particolare interessante del nome dato alle cavità che stava studiando sta infatti a confermare come questo scienziato si sia mostrato attento alle proprie ricerche. Ma il suo nome non mi risulta così altisonante come il suo collega/rivale Newton benché Hooke sia stato assistente del fisico (di origine irlandese) Robert Boyle a Cambridge (ma su cui non mi soffermo), nonché Membro della Royal Society.

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