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La porta del cuore


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...dire, non deve essere sempre tutto scontato cazzo. Anche se dai il meglio di te stesso nessuno ti loda. Mi sento solo."
Si liberarono le lacrime di colpi incassati negli anni senza dire nulla. Le lacrime mi scesero sul viso per poi cadere a terra. Erano confuse dalla pioggia, dalla doccia naturale che rispecchiava col suo grigiore e col suo suono basso e solitario il mio umore. Passarono pochi secondi che durarono secoli, il tempo che Angelica impiegò ad assimilare quelle parole e a capirle. Vedeva che ne stavo davvero male, il suo cuore piangeva con il mio e per il mio. In quel momento era lei la figura portante di quella relazione. Nelle settimane precedenti era sempre stata lei a piangere sulla mia spalla, ero io che la consolavo, che avevo sempre le parole giuste e che mi mostravo sicuro e intaccabile. Ora invece quella mia figura da Dio era caduta, ora era Dio a chiedere aiuto a lei, una ragazza che per quel compito si doveva innalzare per diventare il mio Angelo custode.
"Tu hai me!"
Quelle parole uscirono dalla sua bocca con un tono calmo, sicuro e rassicurante.
"Sei tu che mi hai sempre accolto e aiutato nel ... [segue »]
Composto martedì 20 aprile 2010

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