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Scritto da: Alessandro Bonfanti

Lettera a una persona mai conosciuta

Ciao,
chissà se vorrai ascoltare un'altra di queste lettere
e chissà se ancora saprai subire lo scorrere di queste parole.
Ti ho scritto così tanto in questi attimi,
anche se non ti ho mai conosciuta;
ti ho scritto così tanto in questi attimi,
forse divenuti troppo grandi
per non scordare quello che c'è fuori.
Eppure ho ancora bisogno di te,
più che mai ho bisogno di te.
Perché continuo a non vederti.
No, il problema non è il tuo:
è di questa penna che singhiozza
nello scrivere queste frasi
perché lo relegata troppo tempo a far grumi col suo inchiostro;
no, il problema è di questo cuore
nello scrivere questa vita
perché l'ho lasciato troppo tempo a impolverarsi d'ipocrisia.
Ma ci sei ancora tu
forse la mia unica salvezza,
forse la mia unica speranza,
per ciò ti prego fatti viva.
Voglio guardare nei tuoi occhi
l'oceano che mi sono lasciato alle spalle,
voglio sognare sulle tue labbra
la bellezza di questa vita.
Ti prego, forse non puoi vedermi neanche tu
questo mondo di oggi a volte sa essere così impenetrabile.
Non è paradossale: sempre più volti ci passano accanto
e sempre meno sguardi incontriamo?
Però puoi sempre tendermi la mano,
però posso sempre tenderti la mano
perché la bellezza di un respiro selvatico me la ricordo ancora bene;
e continuerò a deridere chi pensa che sia debolezza l'aver bisogno di qualcuno
e continuerò ad amare chi ancora ha il coraggio di aver bisogno di qualcuno
e intanto mentre ti saluto
questa penna ha ripreso a scrivere
chissà se grazie a te,
lo farà anche il mio cuore.

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