Scritto da: Paolo Ciraolo

Ricordi di Taormina


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...del piccolo dettagliante togliendogli clientela preziosa. Io continuai a fare clienti nuovi, ma era come combattere contro i mulini a vento. I piccoli negozi continuavano a chiudere, e quelli che rimanevano facevano ordini sempre minori. Dopo aver inutilmente lottato per rimanere a galla Pasquale ed io decidemmo di passare in un'altra ditta, ma era chiaro che non avremmo mai abbandonato il Capo, se la nuova situazione commerciale non ci fosse tornata contro impietosamente.
E così dopo aver ricordato quel datore di lavoro così straordinario, lo volevo salutare per l'ultima volta. Finalmente entrai, era ormai tranquillo nel suo letto, erano passati quaranta anni e lo trovai con tutti i capelli bianchi. Aveva il volto sereno, dopo le sue mille battaglie, dopo averci insegnato che la vita era una lotta e bisognava combattere. Grazie Capo, pensai, carezzandolo lievemente, sei stato un mio maestro di vita, non scorderò che mi hai fatto stare bene, che sei stato buono con noi, che solo in apparenza eri rude, ma avevi un cuore molto buono gli presi una mano e feci una preghiera per lui; in quelle parole che recitai solennemente, desiderai con tutto il mio cuore che il buon Signore lo prendesse con sé in paradiso.
Composto martedì 21 novembre 2017

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