Scritto da: Manuel Corato

Battaglie


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...Guarda!" Iniziò a tirare schiaffi sul cruscotto come a constatarne la tangibilità e continuò: "Questo è vero! Non è un assurda storia in cui mi rinchiudo ogni dannatissimo giorno!"
Non reagii, la sua voce era un ronzio poco fastidioso, indegno di una risposta. Io acceleravo, deceleravo e mi fermavo agli stop osservando accuratamente i pedoni che attraversavano agli incroci. Alti, bassi, uomini, donne, vestiti nei modi più stravaganti. L'unica cosa che avevano in comune era quell'ossessionante sguardo stampato sul viso. La certezza di avere uno scopo, un obiettivo per superare la giornata senza riempirsi di futili domande.
Arrivato a destinazione, spensi il motore dell'auto, sperando che insieme ad esso cessassero anche le prediche.
"Siamo arrivati, dai scendi ne parliamo un altra volta."
M. c. Mi squadrò con disapprovazione e spalancò la portiera con uno scricchiolio.
"Aspettami qua, ci vediamo stasera, come sempre."
Scese dall'auto e con un grosso tonfo si voltò sbattendo la portiera, non lo avevo mai visto così infuriato. Mentre si allontanava continuavo ad osservarlo, di spalle, era la pallida ombra di se stesso. In un miraggio, riuscii ancora a percepire chiaramente delle parole.
"Guarda come ti sei ridotto... guarda come ci hai ridotti!"
Immobile, appoggiai la fronte sul volante.
"Come sempre." Bisbigliai.
Così la mia vita trascorre, nascosto, vengo abbandonato all'occorrenza e trascurato per ore, giorni, anni. Troppo debole per sopravvivere alla frenesia del Mondo, troppo fragile per condurre battaglie.
Composto giovedì 9 giugno 2016

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